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donne PERSEGUITATE

Stalking, trenta casi all’anno in provincia «Vincere il silenzio»

Stalking, trenta casi all’anno in provincia «Vincere il silenzio»

PISTOIA. Telefonate, appostamenti, minacce, in una parola ormai di uso comune, stalking. Sono sempre più frequenti nella cronaca i casi di donne tartassate da uomini che le hanno amate o dicono...

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PISTOIA. Telefonate, appostamenti, minacce, in una parola ormai di uso comune, stalking. Sono sempre più frequenti nella cronaca i casi di donne tartassate da uomini che le hanno amate o dicono ancora di amarle. Ma non mancano e sono tanti anche i casi del cosiddetto stalking condominiale: liti tra vicini di casa o coinquilini che diventano una vera persecuzione e caricano di ansia anche i gesti più quotidiani, come fare una lavatrice o addirittura uscire di casa.

I dati della Questura di Pistoia, dove confluiscono tutte le segnalazioni delle autorità provinciali di pubblica sicurezza competenti, parlano di circa 30 segnalazioni ogni anno in tutta la provincia, dato abbastanza costante dal 2009, anno di uscita della legge antistalking, ma solo nel 30-40% dei casi si tratta di vere condotte persecutorie che sfociano nell’ammonimento. In genere sono le donne ad essere prese di mira, ma non mancano casi al contrario, che vedono l’uomo tartassato da una ex.

«Anche a Pistoia abbiamo avuto un caso grave di stalking al femminile su partner diversi – spiega la dirigente della divisione anticrime della Questura di Pistoia, Mariella Primiceri – ma nei casi più violenti è sempre l’uomo lo stalker. La condotta ossessiva si nutre di ansie e paure di entrambi, e nell’uomo è causata da disturbi della personalità, ma spesso ci troviamo di fronte anche vittime che non sanno di esserlo, a donne ancora innamorate e vittime loro stesse delle proprie ossessioni, con legami che non riescono a rompere del tutto».

Per questi motivi l’informazione sull’argomento è importante e la Questura, in partnership con i Comuni della provincia, già da anni organizza corsi sullo stalking, che affrontano tutti gli aspetti del fenomeno: giuridico, con lezioni sulla normativa, psicologico e infine pratico con lezioni di difesa personale.

«Il primo nemico da combattere nello stalking è silenzio – continua Mariella Primiceri, che tiene le lezioni sulla parte normativa – ma gli strumenti per combattere il fenomeno ci sono, e tutti gli organi sono molto sensibili a questo problema. Con la normativo del 2009 inoltre, il legislatore ha avuto una grande intuizione: questo è l’unico ambito in cui la legge tutela uno stato psicologico».

Si parla a pieno diritto di stalking infatti quando molestie e minacce reiterate portano ad un forte stato di ansia e angoscia psicologia, spesso con necessità di sostegno medico, ad uno stato di paura per la propria incolumità e per quella dei cari, con alterazioni delle abitudini di vita che limitano anche la libertà personale. Tante sono le sfumature ma lo stato psicologico è determinante: si passa dalla paura di fare una lavatrice in alcune ore della giornata, alla paura di uscire di casa anche solo per andare al lavoro o nei casi estremi si arriva a dover cambiare casa anche più volte per far perdere le proprie tracce.

«Lo stalking condominiale è molto frequente sia tra uomini che tra donne – continua la dirigente dell’anticrimine - e sono tantissime le segnalazioni. Ma non tutte le liti condominiali sono stalking, tanti dissidi vengono ricondotti a una composizione bonaria. Per dirsi stalking anche in questi casi determinante è lo stato di angoscia con alterazione delle abitudini di vita ad esempio quando si ha paura di fare una lavatrice a qualsiasi ora o addirittura di uscire di casa».

I primi consigli da dare a chi si sente preso di mira sono quelli di prendere nota in un foglio di tutti gli episodi, dell’ora, del luogo o della telefonata, rispondere alle telefonate e poi riattaccare in modo che rimanga traccia sui tabulati telefonici e non cancellare i messaggi ricevuti. Poi rivolgersi alle strutture specializzate come i centri antiviolenza: la Po.St.iT,la Postazione stalking in Toscana, gestita da Misericordia di Pistoia e associazione 365giornialfemminile, che avvia anche percorsi psicologi per i maltrattanti; i centri antiviolenza e aiuto donna; oppure direttamente alle autorità di pubblica sicurezza.

Ma cosa prevede di preciso la normativa, che presto sarà integrata dal cosiddetto decreto anti-femminicidio? Con la legge del 2009 la vittima di stalking ha una possibilità in più rispetto al passato: invece di fare subito querela può richiedere l’ammonimento da parte del Questore, una misura di tipo amministrativo e non penale. «L’ammonimento ha avuto grande successo – conclude Mariella Primiceri – è un deterrente che interrompe la catena ossessiva nel 90% circa dei casi perché la condotta ossessiva per disturbi della personalità spesso interessa persone comuni che non hanno precedenti criminali ma che si incagliano in questa incapacità di gestione dei propri stati emotivi.

Mariella Frosini

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