Gioco
Mandiamo i vigili urbani a controllare le sale slot
Dal consiglio comunale parte la battaglia contro il gioco d’azzardo in città A Pistoia in media si spendono 1200 euro l’anno pro capite in macchinette & c.
PISTOIA. E’ Ferragosto, ma non importa. Dopo lo stop di Quarrata all’apertura di una nuova sala slot, anche Pistoia intende mobilitarsi contro il proliferare dei locali muniti di macchinette mangiasoldi.
Sono i consiglieri Braccesi, Betti,Trallori e Sarteschi a presentare una mozione alla giunta comunale e al sindaco sul gioco d’azzardo.
Si chiedono «campagne informative ed interventi diretti per contrastare i rischio di dipendenza.
« Campagne informative, interventi della Polizia Municipale, sostegno alla campagna “Mettiamoci in gioco” e adesione al “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, coordinamento fra istituzioni e volontariato sugli effetti delle diverse forme di dipendenza».
Queste, le proposte contenute nella mozione per la prevenzione, il contrasto e il trattamento della dipendenza patologica dal gioco d’azzardo, presentata da Giovanni Sarteschi, capogruppo del PD, Andrea Betti, capogruppo Progetto Toscana, Tommaso Braccesi e Riccardo Trallori.
L’industria del gioco d’azzardo in Italia, ma anche nella nostra provincia è, fra le poche a non subire gli effetti della crisi economica, con 100 miliardi di fatturato all’anno (il 4% del Pil) e 15 milioni di giocatori abituali, di cui oltre 3 a rischio patologico e circa 800.000 già patologici).
In Italia, ogni famiglia destina il 12% delle sue spese al gioco, mentre i costi per curare i casi patologici sono non superiori a un miliardo di euro annui.
Sono soprattutto i soggetti più deboli ad essere più esposti al rischio di dipendenza e in numero sempre crescente i giovani, i disoccupati, le famiglie in difficoltà economica e gli anziani soli che pensano di trovare nel gioco la soluzione ai problemi di solitudine e noia.
«La diffusione delle slot-machine, dei videopoker e del gioco d’azzardo elettronico nei bar, circoli e tabaccherie ha persino aggravato la situazione».
Nella sola provincia di Pistoia – ricordano i consiglieri comunali – si spendono 1.202 euro pro capite per il gioco (la fonte è “Il Sole 24 Ore”, quotidiano economico della Confindustria) e i gamblers che nel 2011 hanno ricevuto accoglienza ed ascolto dai Ser.T delle zone del distretto di Pistoia e della Valdinievole sono stati complessivamente 33 a fronte di una ventina dell’anno precedente».
I consiglieri chiedono, dunque, al sindaco e all’Amministrazione di “promuovere campagne informative al fine di rafforzare la consapevolezza nei cittadini, e in particolare nelle giovani generazioni, della pericolosità dei giochi che consentono vincite in denaro”, di “esercitare ogni possibile azione di controllo e contrasto al gioco d’azzardo da parte della Polizia Municipale (anche in collaborazione con le Forze dell’Ordine) nel rispetto della normativa vigente, soprattutto in ambito della sicurezza e dell’ordine pubblico” e di “promuovere il più stretto coordinamento, a livello comunale, tra le Istituzioni, Asl, associazioni di categoria, associazionismo e volontariato sociale per studiare gli effetti delle varie forme di dipendenza, compresa quella da gioco d’azzardo, perché possano essere predisposte tutte le iniziative di prevenzione, contrasto e trattamento necessarie”.
I consiglieri propongono anche di sostenere la campagna “Mettiamoci in gioco” (proposta da Acli, Adudbef, Alea, Anci, Arci, Auser, Avviso Pubblico, Cgil, Cisl, Cnca, Federconsumatori, Fondazione Pime, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Shaker - pensieri senza dimora, Uisp) e di aderire al “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” promosso dalla Scuola delle Buone Pratiche di Terre di mezzo e da Legautonomie.
Come è noto una delle prima associazioni a mettersi in gioco (è proprio il caso di dirlo) è stata l’Arci Pistoia che ha deciso di bandire le machinette mangiasoldi dai propri locali e dalle case del popolo.
Una decisione che è costata al circolo Arci delle Fornaci il pagamento di una penale per rescissione del contratto con la ditta che forniva le slot. Tanto per capire com’è il clima di chi lucra sulla disperazione.
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