Toscana
Finiti i fondi per la “cassa” 5mila lavoratori a rischio
L’assessore regionale Simoncini blocca i nuovi pagamenti, la Cgil attacca Gioffredi: «Cig da rifinanziare subito, se non è un’emergenza questa...»
PISTOIA. Il mancato rifinanziamento della cassa integrazione in deroga priverà nell’immediato dell’assegno Inps circa 1500 lavoratori, ma il numero è destinato a superare quota 4mila entro fine anno. I sindacati salgono sulle barricate, e non potrebbe essere altrimenti dopo le ultime notizie dalla Regione Toscana.
L’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini ha comunicato che il 29 luglio la Regione ha esaurito la terza tranche (di quasi 36 milioni di euro) assegnata dal governo alla Toscana per gli ammortizzatori sociali nell’anno corrente. Da qui la decisione, inevitabile, di stoppare ulteriori autorizzazioni per la cassa integrazione in deroga. Con queste risorse la Regione ha pagato le richieste pervenute per la cig e la mobilità in deroga da fine gennaio al 9 aprile, ha autorizzato 3.579 istanze (3.343 di cig e 236 di mobilità), che vanno ad aggiungersi alle 2.472 di cig e alle 1.557 di mobilità già autorizzate e trasmesse con i precedenti stanziamenti all’Inps. Gli stanziamenti ammontavano rispettivamente a 33 e 16 milioni di euro: «Con gli 85 milioni assegnati fino ad ora per il 2013 abbiamo raggiunto - informa Simoncini - quasi 25mila lavoratori, ma restano senza copertura finanziaria ancora in più di 20mila».
Di situazione «potenzialmente esplosiva e di emergenza sociale» -senza il rischio di essere accusati di facili allarmismi - parla Daniele Gioffredi, della segreteria Cgil. «Pistoia - afferma Gioffredi - è la terza città toscana per numero di lavoratori interessati dalla cig e per numero di giornate medie autorizzate, con tanti imprenditori che le richiedono a 0 ore. Il dipendente cioé, non lavora qualche ora e può comunque contare su un reddito minimo. Sta mesi senza rientrare in azienda».
Sono state sanate le posizioni fino al 9 aprile (in provincia circa 2.500 persone), ma l’esaurimento dei fondi lascerà senza l’assegno Inps circa 1.500 persone che dovevano riscuotere nel trimestre aprile-luglio. «E il picco delle domande - specifica Gioffredi - lo si ha proprio in luglio».
Senza un rifinanziamento immediato degli ammortizzatori sociali, entro fine anno a trovarsi senza una minima copertura reddituale saranno tra i 4mila e i 5mila lavoratori e le loro famiglie.
«Se non è un’emergenza da affrontare per il governo Letta, quale altra lo è?», dice Gioffredi.
Tiziana Gori
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