Gioco
«Montagna al collasso i politici si sveglino»
PISTOIA. Turismo che crolla, alberghi, negozi, fabbriche e uffici postali che chiudono. Giovani che lasciano la montagna e Ferrovia Porrettana dimenticata dopo i sussulti iniziali seguiti ai tagli...
PISTOIA. Turismo che crolla, alberghi, negozi, fabbriche e uffici postali che chiudono. Giovani che lasciano la montagna e Ferrovia Porrettana dimenticata dopo i sussulti iniziali seguiti ai tagli di qualche anno fa. Legambiente e Cna al capezzale della montagna malata si appellano alle istituzioni e ai politici. Chiedono un piano di investimenti, un progetto risolutivo e un marchio distintivo della montagna spendibile all’esterno, perché manca anche quello. Una prima occasione di confronto ci sarà fra settembre e ottobre, quando l’associazione ambientalista insieme a otto Pro loco dell’area montana pistoiese, incontreranno il sindaco di Pistoia Bertinelli e la presidente della Provincia Fratoni, a cui hanno consegnato di recente un loro progetto con delle idee di massima per il rilancio della montagna. «Il caso della Porrettana è emblematico – dice Antonio Sessa, presidente di Legambiente – anche quest’anno verrà chiusa per lavori proprio fra il 9 e il 23 agosto, nel periodo più florido per il turismo». «Siamo vicini al collasso del sistema – rincara Samuele Pesce – Il turismo è crollato a luglio, ma dopo cinque anni di calo continuo. C’è la crisi generale, certo, ma c’è anche un forte problema di mancanza di promozione: la montagna non ha ancora un marchio definito». Pesce cita due casi che riguardano la frazione di Sammommé: la fila alll’ufficio postale nell’unico giorno di apertura («si peggiora il servizio per renderlo inefficiente, così alla fine si chiude») e la probabile chiusura a settembre dell’unico negozio di alimentari presente in paese. «Il turismo è una tragedia in tutta la provincia – dice Maurizio Niccolai – e c’è grande indifferenza da parte delle istituzioni. La montagna è solo l’anello più debole. Cinquant’anni di politica fallimentare nei quali gli assessori più che promuovere il turismo lo hanno fatto, con inutili viaggi all’estero a spese dei contribuenti». (f.a.)
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