Il Tirreno

Pistoia

«Chi ha visto rubare l’auto con mia figlia?»

L’appello della mamma protagonista del drammatico episodio avvenuto in via dell’Ospizio

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PISTOIA. Le vengono ancora i brividi quando ripensa a quei momenti.

Ha distolto lo sguardo dalla figlioletta di 4 anni per un instante, giusto per girarsi e chiudere il portone del garage, e ha sentito la sua auto sgommare via, con la sua bambina dentro.

Un incubo diventato realtà. E che, ne è convinta, sarebbe finito assai peggio se non fosse stato per la gente che, alle sue urla, ha iniziato ad accorrere bloccando in pratica la via di fuga al ladro.

Ed è proprio a queste persone che rivolge un appello la mamma che due settimane fa, in via dell’Ospizio, si è vista rubare auto e figlia da un 51enne marocchino arrestato poco dopo dai carabinieri.

L’uomo è stato visto chiaramente da un testimone mentre abbandonava l’auto e si dileguava a piedi lungo via della Provvidenza, ma in vista del processo che sarà celebrato il prossimo 20 settembre potrebbero rivelarsi essenziali anche le testimonianze di altre persone, di coloro, appunto, che si sono parati davanti all’auto o che potrebbero aver scorto il ladro durante la sua fuga. «Non è vero che quell’uomo si è fermato subito, quando si è accorto che nell’auto che aveva rubato c’era mia figlia – racconta la mamma con una voce che tradisce l’emozione nel ricordare quei momenti di terrore, per lei e per la sua bambina – Lo ha fatto solo perché si è visto costretto quando ha visto la gente che gli veniva incontro, che non sapeva cosa stesse succedendo ma che è accorsa sentendo me che, mentre correvo dietro all’auto, urlavo che dentro c’era la mia bambina.

«A quel punto è stato costretto a prendere via dell’Anguillara in contromano, poi ha girato in via degli Scalzi e ha lasciato l’auto in via della Provvidenza, quando ha trovato una rientranza che gli permetteva di farlo. Se no sono sicura che sarebbe scappato via, verso Agliana, dove abita. E chissà cosa sarebbe potuto succedere alla mia bambina».

La donna tiene a precisare che lei, la sua bambina, non l’ha “abbandonata” nell’auto, ma che ha distolto lo sguardo da lei solo per un istante. «È stata questione di un attimo – spiega – Tengo la mia auto in un vecchio garage, che non ha il portone automatico. Quindi, una volta uscita, sono scesa per chiuderlo. La mia schiena era a mezzo metro dall’auto, non è che me ne sono andata in casa o in un negozio lasciando da sola mia figlia.

«Quell’uomo – continua il racconto – è stato fulmineo. Ho sentito l’auto sgommare e mi sono voltata. Anche la mia bambina non si è accorta che qualcun altro era salito in macchina. Solo quando l’auto è partita ha visto quell’uomo seduto al mio posto. Pensate al suo terrore. L’altra notte si è svegliata accanto a me e mi ha preso il dito: “Mamma, ma sei te?” mi ha chiesto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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