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Pistoia

Sul 118 Firenze si schiera contro l’Asl di Pistoia

Sul 118 Firenze si schiera contro l’Asl di Pistoia

Per la prima volta dal capoluogo oppongono dati e non solo motivi politici Ma la nostra azienda mostra un primato assoluto: la sopravvivenza all’infarto

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PISTOIA. Firenze fa solo politica, noi mostriamo i dati. Un punto fermo e forte della battaglia pistoiese per ottenere la centrale di area vasta del 118, che però inizia a vacillare. Anche i fiorentini iniziano a snocciolare cifre per dimostrare che la proposta di ricondurre al capoluogo il servzio è più che motivata. Lo ha fatto il vicesindaco di Firenze, Stefania Saccardi, intervistata da Repubblica. Rincara la dose il deputato toscano del Pd, membro della commissione sanità della Camera, Federico Gelli. Nessuno voleva fare politica, ma al dunque sembra che la vicenda, che mette in gioco il futuro della sanità della Città metropolitana e decine di posti di lavoro, si giochi su uno scontro interno al Pd. Intanto, dall’Asl 3 arrivano dati nuovi, di vera eccellenza, sul 118 pistoiese.

I primati pistoiesi. Una prima tabella mostra come a Pistoia il 118 ha garantito una maggiore sopravvivenza negli infarti. L’indice di sopravvivenza, ricavato dal rapporto fra arresti cardiaci e popolazione servita, vede Pistoia svettare addirittura in Europa e nel mondo con 45,3 (contro, per esempio, i 5,3 di New York). Eccellente anche la precisione sui dati dell’assistito, con la più bassa percentuale di dati mancanti (0,8%) in Toscana dopo Prato. Ancora ottima la tempistica che intercorre fra diagnosi a casa dei pazienti e interventi sul cuore (angioplastica), con una media di 80 minuti contro i 120 minuti di media nazionale.

I primati fiorentini. Secondo il vicesindaco Saccardi, «Firenze risponde al 57% delle chiamate di area vasta, Pistoia è ferma al 20%». Firenze ha strumentazione più avanzata e a Firenze si spende pure meno: il rapporto tra costo e prestazione è di 9 euro, contro i 13 di Pistoia. La centrale di Firenze ha il maggior numero di operatori formati, con un rapporto di 4-1».

Gelli: meglio una sola centrale in Regione. A Firenze. «La Regione deve avere più coraggio sulla via della semplificazione e del risparmio – dice il deputato del Pd – realizzando una sola centrale operativa del 118 per tutta la Toscana. Si parla di una riduzione dalle attuali dodici centrali del 118 una per ogni Asl a tre secondo le aree vaste, ma questo è un falso problema perché è ampiamente dimostrato dalla letteratura scientifica e dalle esperienze nelle altre regioni europee che in Toscana una sola centrale operativa sarebbe più che sufficiente. Quello che conta per un soccorso tempestivo non è tanto il call center, ma la rete capillare delle postazioni di soccorso e delle ambulanze garantite dalle associazioni di volontariato su tutto il territorio regionale. Se poi viene portata avanti la scelta, secondo me sbagliata, di accorpare le centrali attuali nelle tre di area vasta, e quindi in quella centro Firenze, Empoli, Prato e Pistoia è naturale che la sede più idonea non può essere che Firenze che già da sola effettua più interventi di tutte le altre tre messe insieme. In più entro ottobre sarà pronta la nuova centrale operativa del 118 della Asl 10 di Firenze presso l'ospedale Palagi. Una struttura all'avanguardia».

Francesco Albonetti

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