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La rivolta contro la Tares punta allo sciopero fiscale
L’annuncio del gruppo “No Tares” durante l’affollata assemblea alla Civetta Oltre 100 persone incontrano sindaco e giunta: sott’accusa i piani del Cis
QUARRATA. «Ci saremmo potuti chiamare anche “No Cis”». è cominciato così, con le parole di Marco Monaco, promotore del gruppo facebook “No Tares”, il primo incontro pubblico contro il caro spazzatura a Quarrata. I cittadini tartassati hanno chiesto agli amministratori più controlli e più trasparenza sulla gestione e sui piani industriali del Cis, che con la sua srl gestisce il servizio raccolta e smaltimento rifiuti nei tre comuni della Piana. «A chi vanno a finire i nostri soldi?»: è stata questa la domanda ritornello di martedì sera. Ma il sindaco Marco Mazzanti, presente insieme a una giunta quasi al completo, secondo i “No Tares” ha eluso ogni risposta sulla società a capitale pubblico (di proprietà dei Comuni di Quarrata, Agliana e Montale) e, di conseguenza, sulla srl diretta e coordinata da Cis spa. Di fronte al muro di gomma degli eletti, ieri Monaco ha scritto su facebook: «Non paghiamo la bolletta. Raccogliamo tutti gli F24 e portiamoli al protocollo». Fino al 31 agosto comunque, anche in caso di mancato pagamento della prima rata (scaduta formalmente ieri), non è prevista alcuna mora. «Chi non vuol pagare – aveva detto il sindaco durante l’assemblea – faccia come gli pare». Ben lontani dalle 764 adesioni virtuali raggiunte in meno di una settimana, martedì sera il gruppo di protesta è comunque riuscito a radunare più di un centinaio di persone. Tra queste, diverse appartengono a associazioni, Comitati e movimenti. Troppo piccola la sala comunale della Civetta per contenere tutta quella gente, così l’assemblea è stata spostata nella piazzetta vicina, da dove Francesca Paolieri, Movimento 5 Stelle Quarrata, ha proposto di formare «una commissione di cittadini per controllare il Cis». «Non accetto la richiesta perché non c’è alcun bisogno del mio permesso. Io non ho il potere di costituire niente» ha risposto Mazzanti, che si è definito “primo No Tares”. «Questa tassa – ha spiegato il sindaco – l’abbiamo subita anche noi. Io stesso sto facendo una battaglia dentro il mio partito, ma non potevamo non accogliere una legge dello Stato. Ci avrebbero commissariato». «Davanti a leggi ingiuste – hanno commentato invece molti cittadini – c’è bisogno di disobbedire. Chi ci governa dovrebbe cercare di cambiare le cose». «In attesa della sentenza del Tar della Lombardia sull’illegittimità della Tares, i sindaci avrebbero potuto non applicarla» ha ripetuto Rosanna Crocini, portavoce pistoiese di Acqua bene comune. «Questa spa – ha sottolineato in riferimento al Cis – dove butta i soldi? Gli amministratori comunali devono controllare». Mazzanti ha precisato che i bilanci dell’azienda e gli stipendi di chi ci lavora sono sul sito internet della società (anche se finora sembra che nessuno sia riuscito a trovarli). «Lei sindaco dovrebbe essere il nostro portavoce» ha poi detto Rita Fantechi, la titolare dell’edicola di Catena che qualche settimana fa si presentò con un sacco della spazzatura in consiglio comunale per protestare contro il caro rifiuti. La Fantechi, ha annunciato che non pagherà la sua bolletta. Mazzanti, infine, ha annunciato l'attivazione della tariffa puntuale entro 2 anni al massimo. Intanto i cittadini sono chiamati a pagare il 15% in più rispetto al 2012, e le aziende il 25%, visto che con il ritorno alla tassa non c’è più detraibilità dell’Iva.
Beatrice Faragli
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