Sicurezza
Sulla Tares è il caos, artigiani infuriati
Errori e ritardi a ridosso della scadenza. Tra le vittime anche il presidente Balli: «Non mi è ancora arrivata la cartella»
PISTOIA. Errori, code, artigiani infuriati. A ridosso della scadenza della prima rata, quella del 31 luglio, il pagamento della Tares, la nuova tassa sui rifiuti che prende il posto della Tia, continua ad essere al centro delle polemiche. Anche ieri numerosi pistoiesi hanno dovuto perdere tempo all’ufficio di Publiambiente per discutere su cartelle sbagliate o semplicemente chiedere chiarimenti mai dati in precedenza. Ma sono soprattutto gli artigiani a lamentarsi, prendendo d’assalto i Caf delle associazioni, Cna e Confartigianato. Si comincia dalle cifre esorbitanti richieste alle ditte, per arrivare ai modelli F24 arrivati in ritardo o non ancora arrivati. Per proseguire col problema, segnalato dai piccoli imprenditori che hanno ditte individuali: il modello richiede la partita Iva e la ragione sociale, ma alle banche serve il codice fiscale. Quest’ultimo disservizio viene segnalato dallo stesso presidente di Confartigianato, Simone Balli. «Sono errori gravi così a ridosso della scadenza, perché mettono gli artigiani con le spalle al muro – dice Balli – Potrei raccontare quello che è successo a me. Come cittadino abito a Quarrata e ho ricevuto la cartella per tempo, anche se in ritardo. Ma come imprenditore con la ditta a Pistoia, ad oggi non ho ancora ricevuto la bolletta Tares. Sui contenuti della tassa prevale ancora molta confusione, a livello tecnico e politico. L’unica certezza è quella della tassa, con la consueta filosofia del “intanto pagate, poi le cose si sistemeranno”. Chiediamo da sempre di avere certezze ed uniformità. Ci troviamo, invece, di fronte a 25 comuni che hanno ciascuno regole diverse dagli altri . Chiediamo da sempre la semplificazione e ogni volta si va verso complicazioni maggiori».
Il caos della gestione della scadenza è al centro di forti malumori anche nella Cna. «Una burocrazia e inefficienza insopportabili – dice Sergio Giusti, direttore dell’associazione di via Fermi – tutto fatto senza la minima informazione preventiva nei confronti dei cittadini e delle imprese. Ci si affida all’improvvisazione dei singoli comuni, ciascuno dei quali ha un proprio regolamento. E questo caos si somma alle incongruenze del legislatore, peraltro non ancora risolte, su questa nuova tassa. Publiambiente dice che non si pagherà la mora, il Comune a cui spettano le sanzioni, dà rassicurazioni, ma solo a voce. E i cittadini che devono rifare i calcoli, non hanno ancora riferimenti certi: di fatto la Tares è ancora da scrivere, intanto si paga la prima rata».
I termini per pagare decisi dal Comune di Pistoia sono il 31 luglio (ma per i pagamenti in ritardo Publiambiente avvisa che non sono previsti interessi di mora) e il 30 settembre. Per informazioni ci si può recare allo sportello Publiambiente, in viale Adua 450, oppure telefonare al numero verde 800 980 800, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 13.
Francesco Albonetti
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