Toscana
Assunzioni facili sotto la lente della Corte dei Conti
Assunzioni allegre, bilanci chiusi in rosso: per qualche tempo anche il Comune di Pistoia è finito tra i “cattivi” sulla lavagna della Corte dei conti
PISTOIA. Assunzioni allegre, bilanci chiusi in rosso: per qualche tempo anche il Comune di Pistoia è finito tra i “cattivi” sulla lavagna della Corte dei conti. E solo da poco i magistrati contabili hanno messo nero su bianco il provvedimento che ripristina il buon nome finanziario di Palazzo di Giano, con una delibera del 26 giugno ma resa pubblica solo nei giorni scorsi.
Cosa era successo? La vicenda era esplosa alla fine del 2011, con tanto di polemiche assortite. Poi non se ne era più parlato, e i provvedimenti concreti, prima negativi e poi positivi, si sono avuti tutti quest’anno.
Primo punto: nel 2011, ultimo anno gestito per intero dalla giunta Berti, il Comune chiuse i conti con un disavanzo di 1,3 milioni di euro. Di fatto il bilancio era sotto controllo, perché l’amministrazione sapeva di avere già in tasca i 2,7 milioni promessi dalla Fondazione Cassa di risparmio per l’acquisto dell’edificio del polo universitario all’ex Breda. La firma del contratto arrivò solo a marzo 2013: di qui l’emersione del “buco”, che è frutto soprattutto dell’operazione di rientro dal maxi-deficit di bilancio fatto registrare dal Comune nel 2008.
Secondo, e forse più imbarazzante, punto: il personale. Nel 2010 Palazzo di Giano spese in stipendi il 40,4% del totale delle uscite correnti, cosa che l’anno successivo avrebbe dovuto obbligarlo a non fare assunzioni (il tetto previsto per legge è infatti il 40%). Ma la giunta Berti nel 2011 le assunzioni le fece, a tempo sia determinato che indeterminato. Fu lo stesso sindaco a spiegare di aver avuto un avallo proprio dalla Corte dei conti, perché una legge appena entrata in vigore consentiva di conteggiare nel monte-salari anche il personale delle aziende controllate, e in quel caso Palazzo di Giano rimaneva ampiamente al di sotto del fatidico 40%. Oltretutto il Comune di Pistoia nei due anni precedenti aveva fatto calare la spesa per il personale.
Ma a novembre 2011 arrivò lo stop della Corte dei conti, che ribadì la validità del tetto e bollò il comportamento del Comune come “gravemente irregolare”. Renzo Berti e i suoi assessori si dissero stupiti e parlarono di voltafaccia dei magistrati contabili. Ma dovettero bloccare nuove assunzioni.
Nel 2012 la giunta Berti prima e quella guidata da Samuele Bertinelli poi hanno tenuto conto degli ammonimenti della Corte dei conti e – di fatto – i problemi (eccessiva spesa per il personale, sbilancio nei conti) sono stati superati. Ma la procedura era ormai stata avviata ed ha dovuto seguire i suoi passi. Così il 9 aprile 2013 la Corte dei conti ha formalizzato una “specifica pronuncia di accertamento” nei confronti di Palazzo di Giano, per lo sbilancio nei conti del 2011 e per le assunzioni fatte lo stesso anno. Nel provvedimento si intimava all’amministrazione di rimettersi in riga entro 60 giorni, pena il blocco delle spese. Quello stesso aprile, il 29, il consiglio comunale ha approvato il consuntivo 2012, che riassume i tagli alle spese e gli altri provvedimenti assunti per risolvere i problemi indicati dalla Corte.
I magistrati contabili hanno esaminato con attenzione il bilancio 2012 ed ecco quindi, il 26 giugno scorso, la nuova delibera che riaccoglie Pistoia nel novero dei Comuni “buoni”. Il bilancio è sanato e sul personale si è recuperato l’equilibrio, anche se le assunzioni 2011, che secondo la Corte dei conti, non si potevano fare, non sono state comunque cancellate. Proprio per questo i magistrati contabili non rinunciano ad una raccomandazione finale: “indirizzare il bilancio verso una sempre più corretta gestione finanziaria, la cui valutazione sarà oggetto di specifico esame”.
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