Sicurezza
È ufficiale lo stop al raddoppio
Arriva la decisione dell’Ato sull’inceneritore di Montale. Due sistemi di tariffe per il “porta a porta”
MONTALE. È arrivato il primo stop ufficiale all’ampliamento dell’inceneritore di Stazione previsto dal piano interprovinciale dei rifiuti. Ieri mattina, l’assemblea dell’Ato ha adottato il piano d’ambito che - a differenza del documento di programmazione approvato alla fine del 2012 dalle Province di Firenze, Prato e Pistoia – esclude il passaggio dell'impianto di Montale dalle 150 alle 225 tonnellate giornaliere di rifiuti bruciati. Le eventuali osservazioni all’atto, dovranno essere presentate entro il 13 settembre. L’approvazione è prevista a inizio ottobre. Il piano operativo appena adottato rappresenta l’attuazione del piano interprovinciale dei rifiuti: «Ne rafforza alcune linee, è il caso della raccolta differenziata, e ne chiarisce altre, come quelle della previsione impiantistica» spiega il direttore generale dell'Ato Toscana Centro, Lorenzo Perra.
Bollette. Nel servizio di raccolta differenziata porta a porta, continuano ad essere previsti due sistemi per determinare la parte variabile della bolletta: quello della tariffa puntuale, usata ad esempio a Serravalle, da Publiambiente, e quella adottata invece dal Cis per Quarrata, Agliana e Montale, contestata da alcuni cittadini che vorrebbero pagare in misura ai rifiuti indifferenziati prodotti. «Passare a un calcolo puntuale – precisa il direttore – è un potere dei consigli comunali. Noi saremo ben felici di vedere applicato questo sistema ovunque, ma la potestà è dei Comuni».
Ampliamento. Dopo il voto di ieri, il capitolo potenziamento è chiuso, almeno fino al 2021. Il drastico calo dei rifiuti prodotti e la posizione contraria dei proprietari dell’impianto - Cis spa, cioè i Comuni di Quarrata, Agliana e Montale – hanno determinato il blocco dell’ampliamento. Lo stesso piano interprovinciale dei rifiuti, comunque, non era così netto sul potenziamento: lo vincolava infatti all’esito dell’indagine epidemiologica sulla popolazione di Agliana e Montale e all’attivazione dell’impianto di incenerimento di Case Passerini. Lo studio sanitario che entro il 2014 (2013 per la raccolta dati) dovrebbe chiarire il rapporto tra l’ incidenza significativa di tumori nei residenti vicini all’impianto e la presenza dell’inceneritore però, è praticamente fermo alla fase di confronto tra Asl e medici di famiglia, e l’iter per l’autorizzazione su Case Passerini è appena iniziato. L’ampliamento inoltre, non è entrato nel piano d’ambito soprattutto per due ragioni. La prima: «Negli ultimi due anni – spiega il direttore – i rifiuti sono diminuiti di 110mila tonnellate, circa il 10%, a causa della crisi economica e, in minor parte, grazie alla differenziata». La previsione impiantistica del piano interprovinciale dei rifiuti (redatto nel 2010) è quindi eccessiva rispetto alle reali esigenze dei cittadini di Firenze, Prato e Pistoia. Gli impianti di Case Passerini, Rufina e Montale – non potenziato - sono sufficienti, visto anche l’obiettivo sancito dal piano d’ambito del 70% di raccolta differenziata da raggiungere entro il 2018. La seconda ragione è il no della proprietà alla previsione di ampliamento.
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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