Sicurezza
Al mittente le accuse di combine
Tanta gioia ma anche un po’ di amarezza per Culatore junior, protagonista della Giostra 2013
PISTOIA. La gioia per una vittoria conquistata dopo 11 anni ha quasi lasciato strada ad un pizzico di amarezza per le voci, i sottintesi e le frecciate su Facebook che hanno accompagnato l’alba del giorno dopo di Alessandro Culatore. Perché, inutile negarlo, il protagonista della Giostra 2013 è lui: il cavaliere, che ha vinto l’ultima tornata regalando il palio al Cervo Bianco, ha conquistato anche lo Speron d’Oro, assieme al suo compagno di squadra Luca Veneri, e, soprattutto, ha vinto d’astuzia il duello tutto familiare con lo zio Gino, del Drago. C’è chi lo ha accusato pubblicamente di qualche avvenimento “strano” nell’ultima tornata, con Cordari del Leon d’Oro che improvvisamente ha perso l’ampio margine di vantaggio, e chi, a “Trombino”, ha rivolto pesanti commenti, con l’augurio che possa capitargli qualcosa di brutto.
«Purtroppo queste voci le ho sentite anche io – ci racconta Alessandro Culatore – e non fanno piacere. Di buona mattina mi sono già rivisto la gara di giovedì soffermandomi su quanto successo nell’ultima tornata: Cordari, che fino a quel momento aveva corso molto bene, ha sbagliato l’approccio alla curva conclusiva ed ha perso almeno un paio di metri, mentre il mio cavallo Maurizio è stato velocissimo per tutta la Giostra ed andava benissimo anche a fine competizione. Non vedo dove sia il problema e penso soltanto a godermi questa vittoria, visto che dov’ero in passato (il Drago, ndr) non mi sono state date le chance per dimostrare il mio potenziale».
La nottata di festa per Culatore junior è stata molto lunga ma, alla fine, il risveglio è ancora più lieto, tanto che sono persino arrivati i complimenti, attraverso il Tirreno, da fidanzata e sorella: «Le donne più importanti della tua vita, Matilde e Vittoria, ti fanno i complimenti. Ci hai fatto vivere un sogno a noi che ti siamo state vicine e ci avevi promesso di farci sognare: così è stato. Finalmente qualcuno che ha creduto in lui: “Frizzino”! Bravi a tutti».
«Mi sono alzato con la voglia di leggere i giornali e di parlare con le persone care – prosegue “Trombino” – perché le emozioni di questa Giostra sono state davvero indescrivibili, tanto che in piazza mi sono anche messo a piangere. Adesso auguriamoci un futuro migliore per questa competizione, perché i giovani stanno crescendo e sono convinto che ce ne sarebbero anche tanti altri pronti a farsi avanti, nonostante il livello sia molto alto».
Su queste polemiche post-Giostra è intervenuto anche il presidente del rione del Cervo Bianco. «Ai cavalli può succedere di abbassare il proprio rendimento anche nel giro di pochi metri – spiega Ubaldo Gori – e dispiace aver sentito queste cattiverie con qualcuno che si è spinto anche troppo in là con le parole. Penso che, in questi frangenti, si potrebbe evitare questo antagonismo e pensare soltanto alla Giostra».
Per Gori, ovviamente, l’emozione di aver vinto il primo “cencio” da quando è presidente, oramai 6 anni. «Il rione si aspettava questo successo – conclude – e per fortuna che è arrivato: questa vittoria va dedicata ad Attilio Gualandi, il nostro vice-presidente recentemente scomparso».
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