Il Tirreno

Pistoia

Due nuove accuse per Giuliano Sichi

di Massimo Donati
Due nuove accuse per Giuliano Sichi

Nella richiesta di rinvio a giudizio l’ex economo della Comunità montana è imputato anche di falsità in atti pubblici

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Nuove accuse per Giuliano Sichi, l'ex economo e responsabile del servizio finanziario della disciolta Comunità montana dell'Appennino pistoiese. Nel richiedere il suo rinvio a giudizio al termine dell’inchiesta sul famigerato ammanco milionario nelle casse del disciolto ente comunitario, il pm Luigi Boccia, a quello per il reato di peculato, ha aggiunto altri due capi di imputazione, entrambi per il reato di falsità ideologica in atti pubblici.

Il sostituto procuratore Boccia ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio nei giorni scorsi e adesso dovrà essere fissata la data dell’udienza preliminare, al termine della quale, a meno di richieste di patteggiamento o di rito abbreviato da parte dell’imputato, il gup dovrà decidere se prosciogliere oppure mandare a processo Giuliano Sichi.

L’ex economo della Comunità montana è accusato di peculato per essersi appropriato, secondo il pm, di almeno 1.143.957 euro, sottratti nel decennio 2001-2011 nell’esercizio delle sue funzioni, “operando artifizi contabili, ovvero falsi documentali di vario tipo, in modo da stornare contabilmente le cifre delle somme di cui di volta in volta si appropriava”. Ed è appunto in riferimento a tali falsi che il pm ha inserito le due nuove accuse nel capo d’imputazione definitivo della sua richiesta di rinvio a giudizio.

La prima riguarda la formazione di mandati di pagamento in cui, sempre dal 2001 al 2100, avrebbe attestato “falsamente sia la causale che l’imputazione nel relativo capitolo di bilancio, indicata arbitrariamente al fine di porre in essere gli artifizi contabili necessari per nascondere le illecite appropriazioni operate, mentre in realtà le relative somme incassate dal Sichi non venivano utilizzate per le finalità richieste”.

La seconda accusa riguarda invece l’aver “attestato falsamente, nel parere di regolarità contabile, in occasione dell’approvazione del conto consuntivo dell’ente per gli anni dal 2001 al 2009, la regolarità contabile di tali conti, pur essendo consapevole di essersi appropriato illecitamente delle somme contestate, così contestualmente ponendo in essere condotte che portavano ad una falsa rappresentazione della realtà contabile nei bilanci e nei conti della Comunità montana”.

La richiesta di rinvio a giudizio segna la fine delle complesse indagini portate avanti negli ultimi due anni con l'ausilio dei finanzieri del comando provinciale di Pistoia. Gli approfonditi accertamenti si sono rilevati particolarmente complessi e hanno perciò richiesto molto tempo, anche perché dovevano far luce sia sulle modalità con cui è avvenuta la sottrazione dei fondi dalle casse della Comunità montana (per stabilirlo è stata disposta anche una perizia: artifizi contabili e falsi documentali di vario tipo); sia sulle incongruenze tra la disponibilità economica di Sichi negli anni in questione e il suo reddito ufficiale. Scavando su quest'ultimo aspetto gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno potuto dedurre l'entità delle presunte appropriazioni: come detto, almeno 1.143mila euro.

Nello specifico, 374mila euro sarebbero stati intascati dal Sichi grazie ai mandati di pagamento; 428mila dai ricavi derivanti dalla vendita della legna da ardere; 199mila dai rimborsi elargiti dall’Inps per gli anni 2006-2008; 12mila dai rimborsi elargiti dall’Inail dal 2007 al 2011; 129mila attraverso altri raggiri: incasso di assegni, reversali pareggiate da mandati, riscossioni non riversate…

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