Il dolore
Culatore junior si gode il trionfo anche sullo zio
«Ho giocato d’astuzia e sono rimasto concentrato anche dopo l’errore di Gino» La felicità di Veneri e dello Speron d’Oro più giovane, il diciannovenne Betti
PISTOIA. Piercing al sopracciglio sinistro, brillantino al lobo destro. Non è solo per il look, già pronto per finire la serata in discoteca, che il trionfo di Alessandro Culatore in Piazza Duomo segna probabilmente l'inizio di una nuova era per la Giostra. Nella vittoria strameritata del Cervo Bianco c'è infatti il simbolico passaggio di consegne tra il pluridecorato zio Gino e il nipotino che finora aveva un po' deluso e che ha dovuto cambiare rione per esplodere. Il tutto avviene all'ottava tornata, Gino corre più veloce del vento ma manca quel bersaglio che Alessandro centra in pieno.
«Quando siamo entrati – dice “a caldo” Culatore jr – ho pensato “devo battere mio zio. Vedevo che ero dietro ma sono rimasto concentrato anche dopo l'errore di Gino. Ho giocato d'astuzia, nella prima tornata avevo pensato solo a me. Nella seconda (questa, ndr) ho guardato anche cosa faceva l'altro». Gli Speron d'oro sono tre: c'è Trombino, il suo compagno di rione Veneri e l'altro giovanissimo, Betti del Grifone. Ma la festa è tutta per Culatore jr, sepolto d'abbracci dagli amici ed applaudito da tutti gli altri rioni mentre la sua bacheca Facebook va in tilt. Altro segno di cambiamento. «Non pensavo di fare 7 punti – continua "Trombino" – non avevo mai finito una giostra. Farli e far vincere il tuo rione è bellissimo». Entrano i rionali biancoverdi in piazza, al ritmo dei tamburini del Cervo.
«Due Speroni nello stesso Rione – dice Luca Veneri, l'altro Sperone biancoverde – è segno che la “squadra” ha lavorato bene. Per me è il secondo anno consecutivo e la vittoria la dedico al rione che mi ha rivoluto fortemente anche quest'anno, dopo l'amarezza della sconfitta al fotofinish di un anno fa». Nel pieno della festa c'è Alessandro Frosini, l'allenatore dei cavalieri del Cervo. «E' una gioia indescrivibile per me – dice “Frizzino”– forse più di quando ho vinto lo Speron d'oro. Ubaldo (Gori, presidente del Cervo) si è affidato a me per un progetto nato tre anni fa e penso di averlo ripagato. Abbiamo un vivaio di fenomeni con Alessandro Culatore, che ha tirato fuori un grande carattere e forse nessuno si è fidato di lui come ho fatto io, e Lorenzo Zoppi che voglio ringraziare per tutto il lavoro sporco che ha fatto». Il Drago non era tra i favoriti ma ha comunque sfiorato la vittoria.
«Vincere piace sempre – dice Gino Culatore – in questo momento c'è amarezza ma la Giostra è così. Alessandro? E' stato bravo a colpire, io ho puntato tutto sulla velocità per frenare il mio avversario ma potevo fare meglio». Rimanendo nella Culatore's dynasty, la battuta migliore della serata va a Franco. Sospeso tra la gioia per il figlio Alessandro e un po' di rammarico per il ko del Drago, “Panino” scherza sull'abbondanza di Speroni sulle bacheche di casa. «Mi sa che inizieremo a venderli, visto che c'è crisi». Per il Grifone era l'anno della ripartenza ma Porta al Borgo ha comunque portato a casa lo Sperone con il suo fantino più giovane. «Sono contentissimo – dice Rocco Betti con la spontaneità dei suoi 19 anni – lo dedico al rione che mi ha sostenuto. Dall'anno scorso con i 3 punti fatti a quest'anno con 7, è un bel passo avanti».
Elisa Pacini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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