Sicurezza
Pulizie e cucine al San Jacopo “salvati” i posti e gli stipendi
PISTOIA. Alla fine le promesse sono state mantenute: il personale che si occupava di cucine e di pulizie (più correttamente: di “sanificazione”) per il Ceppo è stato suddiviso tra vecchio e nuovo...
PISTOIA. Alla fine le promesse sono state mantenute: il personale che si occupava di cucine e di pulizie (più correttamente: di “sanificazione”) per il Ceppo è stato suddiviso tra vecchio e nuovo ospedale senza perdere né posti di lavoro né stipendi.
L’intesa è stata firmata il giorno stesso del grande trasloco dei malati, sabato scorso. Soddisfatti sia all’Asl che tra i sindacati confederali firmatari.
Ad occuparsi di sanificazione e cucina, al vecchio Ceppo, erano i dipendenti dell’azienda Dussman. Nel nuovo ospedale operano invece altre aziende, in base agli accordi di project financing che garantiscono per 19 anni la gestione dei servizi alla società Sa.T. (formata dalle aziende costruttrici, Astaldi e Pizzarotti) e che da questi servizi devono trarre dei profitti. Proprio per tutelare i lavoratori, allora, era stato firmato un protocollo tra Regione, sindacati e Asl, che tutelava posti di lavoro e retribuzioni.
«E così è stato, alla fine – commenta la segretaria provinciale Cisl Patrizia Pellegatti – perché i posti sono stati tutti conservati. Quanto agli stipendi, chi è passato a lavorare al San Jacopo si è visto ridurre l’orario di lavoro, ma questo verrà compensato, come previsto, con l’attivazione di ammortizzatori sociali ad integrazione del reddito».
Complessivamente l’operazione riguarda una trentina di addetti alla cucina (su 64 totali:gli altri rimarranno al Ceppo)e circa 50 addetti alla sanificazione. La richiesta dei sindacati, ora, è che Provincia e Regione accelerino il più possibile i tempi per attivare questa sorta di cassa integrazione a vantaggio dei lavoratori. Nel frattempo le banche dovrebbero anticipare le somme, in modo che i nuovi dipendenti del San Jacopo non si ritrovino con gli stipendi decurtati.
Gli ammortizzatori sociali non dureranno comunque in eterno... «Verificheremo la situazione quando l’ospedale sarà a pieno ritmo – risponde Pellegatti – è possibile che le stime sul personale necessario debbano essere riviste. E poi ci sono da valutare i bisogni per le Società della salute, le residenze per anziani e così via».
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