Il Tirreno

Pistoia

Il Vecchio Ceppo diventa un ricovero per i clochard

Il Vecchio Ceppo diventa un ricovero per i clochard

Già segnalati ospiti non autorizzati durante la notte nella struttura da quando i reparti hanno traslocato nel nuovo ospedale. Numerosi i punti di facile accesso, e da fine luglio non ci saranno più sorveglianti

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PISTOIA. Le operazioni di trasloco verso il nuovo ospedale San Jacopo sono praticamente completate. Resta ancora ben poco da trasferire, qualcosa in più da togliere o rottamare e per questo squadre di operai e dipendenti sono ancora al lavoro.

Ma il grande labirinto che ospitava il glorioso ospedale del Ceppo, fondato nel XIII secolo, serve già da ricovero a sbandati e clochard, che durante la notte penetrano dall’esterno attraverso pertugi non ancora proprio sigillati.

È accaduto le scorse notti, in barba alla sorveglianza. L’area è difficile da tenere completamente sotto controllo e lo sarà ancora meno quando le guardie di sorveglianza, a fine luglio, lasceranno la struttura.

Il bar chiuderà il 31 agosto, osservando un orario ridotto fino alle 14,30. Già trasferiti i dipendenti della filiale interna della Cassa di risparmio, ma non tutto il suo contenuto. Insomma, come sempre quando si tratta di dismettere una grande struttura, in attesa di un nuovo utilizzo emergono seri problemi legati alla sicurezza e al decoro.

«Oltre al problema del ricovero notturno dei senzatetto e al possibile ingresso di tossicodipendenti – spiega un addetto – c’è il rischio che quando non ci sarà più nessuno ci possano essere vere e proprie razzie di tutto quello che è rimasto».

L’auspicio è che non accada nulla. Certo è che, almeno in questi giorni, entrare nell’ospedale vecchio è un gioco da ragazzi.

Si entra e si esce tranquillamente dall’ingresso principale, oppure attraverso l’accesso a Pistoia Sotterranea, sul lato di piazza Giovanni 23°. È vero che, passeggiando all’interno dell’ex ospedale, tutti gli accessi alle parti più importanti sono stati chiusi, in alcuni casi con grossi lucchetti. Ma molte finestre, come abbiamo potuto verificare, sono ancora aperte, oppure aprile è un giochetto da ragazzi, senza essere scassinatori provetti.

C’è tutta la parte più fatiscente, quella che dà sulla lavanderia e la mensa (come gli ex spogliatoi), estremamente vulnerabile e facilmente soggetta ad ospitare clandestini e disperati, che magari trovano maggiore difficoltà a penetrare negli ambienti delle ex trafilerie Martinelli, o in altri stabili fatiscenti della città dopo i recenti blitz delle forze dell’ordine.

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