Sicurezza
Nato il coordinamento delle Misericordie
PRACCHIA. Tutti uniti per essere più forti ed efficienti. È la filosofia cui si ispira il nuovo Coordinamento delle Misericordie della Montagna pistoiese che, operativo già dalla scorsa primavera, è...
PRACCHIA. Tutti uniti per essere più forti ed efficienti. È la filosofia cui si ispira il nuovo Coordinamento delle Misericordie della Montagna pistoiese che, operativo già dalla scorsa primavera, è stato presentato ufficialmente venerdì sera nella sede della Proloco di Pracchia. Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, il referente delle Misericordie toscane per la protezione civile, Federico Bonechi, i presidenti ed i volontari delle confraternite montane.
«Nel corso dell’ultimo inverno – spiega Bonechi – ho incontrato più volte le Misericordie della montagna. Abbiamo riflettuto che rimanendo scollegate l’una dall’altra sarebbero riuscite a realizzare soltanto una piccola parte dell’utilità che invece possono dare tutte unite insieme, da Abetone alle Piastre, sia a beneficio del loro territorio che per interventi di protezione civile in altre località. Ne ho discusso coi presidenti e chiesto un parere ai sindaci del territorio. L’idea ha trovato grande riscontro ed in tempi brevi siamo arrivati al risultato».
Al coordinamento hanno già aderito le misericordie di Abetone, Cutigliano, Prataccio, Le Piastre, Pracchia e La Porrettana, che si accrediteranno come Protezione Civile, ma il processo di aggregazione è ancora aperto. Referente del raggruppamento è Daniele Gavazzi, presidente della confraternita di Le Piastre. «Uniti si possono dare risposte migliori ad un territorio vasto e vulnerabile come quello montano – prosegue Bonechi – è lo spirito della protezione civile italiana, fare sistema attraverso la sussidiarietà. Credo che il volontariato abbia dato un segno di grande maturità nei confronti della politica in una realtà dove se non ci si unisce si rischia di morire».
Il coordinamento si colloca ad un livello vicino a quello comunale e permetterà una gestione più evoluta del personale e mezzi di protezione civile sia in caso di allerta nei propri comuni che per assicurare la presenza in altre località in caso di emergenze. A tal proposito si sono già mossi i primi passi concreti: i volontari, muniti di pettorine con su scritto Protezione civile Montagna, hanno prestato servizio sul campo in Lunigiana e a Fivizzano e nelle operazioni di trasferimento al nuovo ospedale San Jacopo di Pistoia. Da citare anche il servizio di soccorso svolto durante la stagione invernale a Doganaccia e la partecipazione di alcuni volontari al corso di segreteria operativa a livello regionale.
Oltre a chi è già volontario sanitario, potranno accreditarsi per la protezione civile tutti i cittadini e gli artigiani (come boscaioli, idraulici, esperti nello sgombero neve) desiderosi di mettersi a disposizione, anche coi loro mezzi, per sviluppare le competenze più legate al territorio montano. Punto di riferimento naturale ed importante restano il coordinamento di Pistoia ed il più alto livello regionale, in cui il gruppo è già perfettamente inserito.
«Fino a pochi mesi fa i volontari che facevano protezione civile sulla montagna si contavano sulle dita di una mano – spiega il referente Gavazzi – il gruppo adesso è composto da circa 50 unità, ma l’auspicio è che cresca ancora. Unendo le risorse potremo acquistare attrezzature più sofisticate, come i due carrelli con pali, motoseghe, corde per la viabilità che ci siamo appena procurati».
L’attività sanitaria di tipo ordinario continuerà a seguire le competenze delineate dalla Asl. «Ho notato un’ottima risposta anche da parte dei sindaci, specie di Cutigliano ed Abetone – prosegue Bonechi- Gli ultimi eventi sismici hanno certo suscitato un po’ di pensieri, specie in chi non è molto organizzato, come la nostra montagna. Disciolta la Comunità montana, la materia di protezione civile dovrebbe essere gestita dall’unione dei comuni, ma la situazione è per adesso di assoluto stallo».
Elisa Valentini
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