Il Tirreno

Pistoia

Ore 3,45: il trasferimento è completato

di Luigi Spinosi
Ore 3,45: il trasferimento è completato

Nel cuore della notte l’ultimo paziente lascia l’ospedale del Ceppo, ma c’è chi si presenta ancora al vecchio pronto soccorso

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PISTOIA. Ha pochi giorni di vita e pesa meno di due chili. Ma Davide è diventato in un certo senso il simbolo del nuovo ospedale. Il neonato è stato infatti il primo ospite, insieme a un uomo di 74 anni proveniente dall’area medica, del San Jacopo. Cambiando all’ultimo minuto il piani delle operazioni di trasferimento, è stato deciso di trasferire i piccoli pazienti dell’area pediatrica per primi anziché per ultimi (come previsto inizialmente) proprio per evitare loro un risveglio nel cuore della notte.

Così qualche minuto prima delle 20 di sabato le prime due ambulanze sono partite dal Ceppo in direzione San Jacopo. E quando mancava un quarto d’ora alle quattro del mattino l’ultima ambulanza, con a bordo Paola, una donna di 60 anni proveniente dall’area medica, ha lasciato l’ormai ex ospedale. Lo ha fatto con uno squillo di sirena, per segnalare che il “trasloco” era finito. E le luci al Ceppo hanno iniziato a spegnersi.

Un’operazione delicata, che ha comportato il trasferimento di 91 persone, e un’organizzazione capillare per far sì che tutto riuscisse nel migliore dei modi. E così alla fine è stato. Il bilancio finale è stato tracciato ieri pomeriggio, dal direttore generale dell’Asl 3 Roberto Abati, dal direttore sanitario Lucia Turco e dal direttore dell’ospedale Roberto Biagini, alla presenza di tutti i responsabili d’area.

Un po’ di stanchezza sul viso di molti, reduci da una nottata di grande lavoro, e tanti ringraziamenti da tutti e per tutti. Per il personale (che, come è stato sottolineato da molti, ha dato molto di più di quanto prevedesse il normale orario di lavoro), per le associazioni e le centinaia di volontari che hanno partecipato all’operazione, per gli altri ospedali, di Pescia e San Marcello, che pure hanno subito il peso di quest’operazione, per il concessionario, e così via.

Un’operazione delicata come detto, e come ribadito da Piero Paolini, responsabile del 118 cui è toccato il coordinamento dell’intervento. Un’operazione che doveva venire incontro alle diverse esigenze di ogni reparto. E non a caso è stata proprio l’area materno-infantile la prima a fare un resoconto, attraverso il suo responsabile Rino Agostiniani (che ieri festeggiava anche il suo compleanno), il quale ha fatto sapere che il piccolo Davide stava benissimo: «Un ottimo segnale d’inizio per il San Jacopo».

Molto delicate anche le operazioni di trasferimento dei 9 pazienti della terapia intensiva e, per numero di persone interessate, dell’area medica (oltre 60 persone su 91).

Il tutto proseguendo l’attività del pronto soccorso, dove tra le 20 di sabato e mezzogiorno di ieri, come ha spiegato il responsabile Andrea Cai, si son presentate 60 persone, con 2 codici rossi e un 20% di casi particolarmente gravi. Alcuni (un paio di persone sabato, una ieri mattina) ignari del trasloco si son presentati al pronto soccorso dell’ospedale del Ceppo (che resterà aperta sino a oggi per chi non è ancora informato del trasferimento).

Insomma, la prima prova è stata superata. Adesso sarà il tempo a far emergere, se ci saranno, eventuali “magagne”. Ma l’inizio è stato più che incoraggiante e, salvo altri problemi che emergeranno solo dall’attività “sul campo”, al momento la preoccupazione principale sono i “piccoli ritocchi” sulla struttura, come l’installazione di ulteriore segnaletica interna (prevista per domani), visto che l’attuale è decisamente insufficiente.

Insomma, diciamo che il disagio più grande, ieri, era quello di una delle due distributrici di caffé che – probabilmente iperutilizzata la notte precedente – non funzionava.

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