Il Tirreno

Pistoia

Il paziente numero 1 arriva alle 20 e 07

di Corrado Benzio
Il paziente numero 1 arriva alle 20 e 07

All’inizio in ospedale c’è molta tensione, man mano che le cose iniziano a funzionare subentra una certa tranquillità

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PISTOIA. Il primo paziente arriva al San Jacopo alle 20 e 07. Orario perfetto. L’ambulanza è partita dal Ceppo pochi istanti prima delle otto in punto ed in pochi minuti è all’ingresso principale del nuovo nosocomio.

E’ un anziano che viene portato subito in medicina.

Il secondo paziente viene scaricato nella zona del Pronto soccorso. È considerato un codice rosso perché è un neonato prematuro che ha bisogno della culla termica per essere trasportato dal Ceppo nella nuova struttura.

Quando il maxitrasloco inizia è ancora giorno, l’aria è molto frizzante, causa i temporali della giornata e comunque dagli Appennini si sentono arrivare rombi lontani di tuoni e si vedono anche fulmini.

L’aria è elettrica, anche al San Jacopo. Il nostro fotografo viene subito allontanato dalle guardie giurate perché non è in possesso del regolare pass rilasciato il giorno prima dall’Asl per gli addetti all’informazione.

Un zelo degno di migliore sorte, ma del resto trasportare quasi 100 malati in una notte non è facile. Non a caso il numero è ampiamente minore del previsto (l’Asl prevedeva 160 pazienti da spostare) proprio perché nei giorni che hanno preceduto il trasloco iniziato ieri sera si è voluto dimettere tutti quelli che era possibile dimettere.

Insomma, diciamo la verità , nell’Asl c’era moltissima tensione per la notte fra ieri e stamani.

Molti pazienti, i più anziani, arrivavano con la maschera ad ossigeno davanti alla faccia. Situazione di salute estremamente precaria. «Altrimenti – spiegava un’infermiera che accompagnava un malato – sarebbe stato dimesso. Tutti quelli che stiamo spostando dal centro al Campo volo possono definirsi situazioni delicate».

Ci sono anche anziani che vanno in medicina, ma altri che finiscono in ortopedia.

Per alcuni di loro è stato richiesto dall’Asl l’intervento in ospedale, forse per tranquillarli al termine di una giornata non facile, neppure per loro.

E parliamo dei pazienti spostati in ore diciamo così decenti.

«Certo chi si troverà ad essere trasferito nel cuore della notte – spiega un’altra infermiera – rischia di avere un maggiore stress».Ma con il passare dei minuti e con il susseguirsi degli arrivi della ambulanze una certa tensione sembra velocemente stemperarsi. I tanti volontari – sono veramente centinaia – dopo avere finito il turno si affollano alle macchinette automatiche. Per un caffè, una Coca (magari Zero zuccheri) per un pacchetto di patatine. Il nuovo bar dell’ospedale non è ancora in funzione, ma l’offerta dei distributori automatici è comunque abbondante.

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