Il Tirreno

Pistoia

AL POSTO DI BLOCCO

E l’elettrobisturi sbarca all’ultimo momento

E l’elettrobisturi sbarca all’ultimo momento

PISTOIA. Per entrare nell’area ospedaliera c’è una garitta con una sbarra ed un vigilante di guardia. Ieri sera l’ordine era tassativo: solo addetti ai lavori oppure parenti dei pazienti. In...

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PISTOIA. Per entrare nell’area ospedaliera c’è una garitta con una sbarra ed un vigilante di guardia.

Ieri sera l’ordine era tassativo: solo addetti ai lavori oppure parenti dei pazienti.

In realtà stando a fianco della sbarra si è visto passare di tutto. Compreso un tecnico che trasportava un bisturi elettrico per la zona operatorio e anche un tecnico che doveva portare un cd «con urgenza» all’area radiologica.

Al cancello si è presentato anche un sacerdote. Ma non aveva la tonaca nè il clergymen e neppure una croce all’occhiello.

Un giovane sacerdote di colore che dopo le prime perplessità è stato fatto passare. «Mi piaceva – spiegava con il suo italiano con accento francofono – vedere questa bellissima struttura. Ho letto sui giornali che il vecchio ospedale era vecchio di secoli. Questa nuova struttura è veramente una meraviglia».

Poi c’è stata una sequenza di parenti, quasi tutti legati agli anziani che venivano mano a mano trasferiti dal Ceppo al San Jacopo.

Tutta gente non prevista dalle regole previste per questa prima giornata. Non si voleva, di fatto estranei. Ma alla fine il vigilante di guardia al cancello, dopo un rapido consultarsi via radio con i capi, ha avuto l’ok per far passare i parenti dei ricoverati.

Come detto all’inizio del maxitrasloco la tensione era decisamente alta e anche al posto di blocco della polizia sotto il nuovo cavalcavia non era facile passare. Sarebbe bastato poco per bloccare un meccanismo oliato certo, ma che poteva avere cento imprevisti (come quell’ambulanza, una delle prima, rimasta a metà frai due percorsi, quello verde e quellorosso).

Il susseguirsi dei traslochi con l’ospedale che sempre più entrava nel pieno delle proprie funzioni, hanno fatto si che tutti i protagonisti della delicata situazione prendessero fiducia e anche una certa sicurezza.

Certo vedere tanti anziani arrivare con le mascherine in faccia ricordava che l’uomo è fragile e che la malattia fa parte della nostra esistenza.

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