Il Tirreno

Pistoia

Il 50% degli sfratti colpisce chi vive da solo

Nuovo allarme del sindacato inquilini Sunia che chiede al Comune interventi innovativi

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PISTOIA. Ormai, a Pistoia, gli sfratti per scadenza contrattuale e per necessità sopravvenute dei proprietari sono una categoria residuale, rispetto a quelli per morosità, che per il 63% colpiscono nuclei familiari monoredditoche e per il 49% nuclei familiari di un solo componente, soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati.

A lanciare l’ennesimo allarme è Davide Innocenti, segretario provinciale del sindacato degli inquilini Sunia. Nel 2012, in provincia di Pistoia, sono stati emessi 523 provvedimenti di sfratto, in lieve aumento rispetto al 2011 e 2010, quelli effettivamente eseguiti però solo 231, a fronte dei 330 nel 2011 e dei 265 nel 2010. «Il dato degli sfratti eseguiti è dovuto alla comprensività dimostrata dagli ufficiali giudiziari –spiega Innocenti – davanti a casi di morosità involontaria, e ai finanziamenti della Regione».

Come capoluogo di provincia Pistoia è al penultimo ultimo posto in Toscana per numero di fabbricati di edilizia residenziale pubblica (Erp): solo 269 su 5.924 immobili in Toscana (4,5%), «segno di una mancata programmazione locale» osserva il segretario del Sunia. Penultimo posto regionale anche per numero di alloggi Erp: 2.099. Ultimo posto nel rapporto tra numero di famiglie e numero di alloggi Erp: uno ogni 57 famiglie. E ultimo posto anche nel rapporto tra unità immobiliari Erp ed abitazioni: 1,5 ogni ogni 100.

«A Pistoia abbiamo troppi alloggi privati – chiosa Innocenti – Il Sunia lo sostiene da tempo. Secondo i dati forniti dalla Spes, vi sono attualmente 61 alloggi Erp sfitti a causa dei tempi lunghi per le manutenzioni, che alle volte si potrebbero evitare con accordi con gli assegnatari, per cui chi esegue gli interventi ha uno sconto nell’affitto. Il Comune di Pistoia ha convocato una riunione con tutte le organizzazioni di inquilini e proprietari per elaborare un documento comune sulla casa. I contatti dovrebbero essere più assidui, non limitarsi ad una convocazione per e-mail».

I Sunia invoca soluzioni innovative. «Siamo disponibilissimi a dare il nostro contributo. A bbiamo appoggiato il sindaco Bertinelli e crediamo nel nuovo corso, non vorremmo però che ci sia un problema politico nei nostri confronti. Abbiamo dato mandato al nostro legale di valutare le dichiarazioni false fatte in Consiglio comunale dal consigliere Alessandro Tomasi del Pdl nei nostri confronti, ai fini di un’eventuale querela: non abbiamo sede all’interno della Cgil, la delega sottoscritta dall’inquilino non è una tassa ma una quota associativa, non è vero che gli inquilini non ci conoscono, certamente non possiamo conoscerli tutti perfettamente».

Il Sunia propone un fondo di garanzia per i proprietari che permetta di abbassare gli affitti, promosso ad esempio da fondazioni bancarie o dal Comune, alimentato dai depositi cauzionali e gestito da una struttura paritetica composta da proprietari e inquilini. Inoltre, agenzie sociali per la gestione in convenzione di immobili, che si intestino i contratti di affitto in caso di difficoltà, nonché un tavolo istituzionale con gli enti locali sulla questione degli affitti in nero o non regolari nell’importo.

Leonardo Soldati

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