Sicurezza
Giovani imprenditori grazie alla diocesi
Un asilo nido e un’azienda di servizi informatici: ecco le prime due realtà nate nell’ambito del progetto Policoro
PISTOIA. Un grande salone che in passato le suore utilizzavano per rammendare le pezze. E un gruppo di 4 ragazze, con già anni di esperienza come educatrici alle spalle, alle prese con le tante difficoltà comuni ai giovani di oggi legate al mondo di lavoro, ma con un sogno nel cassetto: aprire un asilo nido. Un sogno che sarebbe stato quasi impossibile date le difficoltà oggettive in questo periodo di crisi. Quello della cooperativa Cuccumea, che aprirà in settembre un nido per 23 bambini, l’Arcobalocco, presso l’Istituto del Sacro cuore della Ferruccia, e quello di altri tre giovani, che hanno aperto la società di informatica KeepUp, sempre a Quarrata, sono i primi due sogni che si realizzano grazie al progetto Policoro della Diocesi di Pistoia che, tessendo una fitta rete di collaborazioni con enti, banche, associazioni e istituzioni, cerca di aiutare concretamente i giovani, che hanno idee, voglia di rimboccarsi le maniche e coraggio di mettersi in gioco, a realizzare il loro sogno lavorativo, rispondendo anche a bisogni del territorio e della comunità di cui fanno parte.
«Per noi è un sogno che si realizza – ha spiegato Elisa Gori parlando anche a nome di Elena, Carlotta e Giorgia, della cooperativa Cuccumea – Come punto di partenza non poteva essere migliore. Da anni lavoravamo nel settore e il nostro sogno era quello di realizzare un progetto tutto nostro ma non una scuola o un semplice posto di lavoro bensì un luogo dove accogliere sia i bambini che i genitori come una famiglia».
Il luogo lo avevano già trovato grazie alla collaborazione delle Suore del Sacro Cuore: un salone che un tempo veniva utilizzato per far lavorare le donne del paese e che ora era usato per la materna. «Quando un giorno di ottobre sono venute a chiedermi di aprire il nido nel nostro istituto – ha raccontato Suor Otelia - ho avuto l’incoscienza di dire di sì. Il nostro ordine ha scuole in tutta Italia ma quella di Quarrata sarà la prima esperienza di asilo nido in continuità con la materna».
In paese mancava il nido e il salone dell’istituto era ottimale ma le difficoltà per chi apre un’impresa sono tante, troppe. «Le difficoltà non mancavano, non è semplice a livello finanziario e burocratico e in passato abbiamo condiviso esperienze di lavoro anche negative che fanno passare la voglia non solo di rimboccarsi le maniche ma proprio di non rialzarsi più. Poi il nostro parroco Don Cristiano ci ha consigliato questo progetto. Così è partita la macchina di relazioni e collaborazioni che ci ha permesso di arrivare in fondo. L’incontro con Policoro ci ha dato una spinta di entusiasmo e concretezza, la forza che ci mancava».
Anche per Sara, Eleonora e Jacopo, che hanno costituito KeepUp, che si occupa di aiutare le imprese a comunicare meglio se stesse e i loro prodotti attraverso il web, la nascita dell’attività è stata coadiuvata dal progetto Policoro.
«Il nostro obiettivo principale punta a valorizzare le opere d’arte del nostro territorio e ad un progetto di Smart city per rendere le città più vivibili – spiega Jacopo, anche a nome di Sara e Eleonora – e stiamo già collaborando con enti locali e aziende per organizzare eventi che valorizzano l’attività produttiva locale. Mettersi in testa di fare impresa ora è difficile, e questo progetto ci ha dato sostegno. Ci sembra di essere partiti con il piede giusto, di avere una marcia in più».
«Con emozione viviamo questo momento – ha spiegato Edoardo Baroncelli, responsabile diocesano, ma anche toscano, del progetto Policoro – Ci sembra di veder nascere una cosa importante, frutto del lavoro della diocesi, di tutti gli altri che hanno collaborato e dei ragazzi di Cuccumea e KeepUp. I dati sulla disoccupazioni giovanile sono terrificanti e queste due prime imprese non spostano le statistiche ma sono un segno di speranza per guardare al futuro. Mettere in contatto istituzioni, banche, associazioni con i giovani per risolvere le difficoltà incontrate e far nascere queste due aziende ha dato i suoi frutti confermando che la nostra intuizione era giusta».
La forza del progetto sembra proprio quella di tessere una rete di relazioni e competenze che possano aiutare in concreto le imprese nascenti ad affrontare le difficoltà, un contenitore che tiene assieme varie componenti come la Banca di Vignole, la Fiditoscana, la Confcooperativa Pistoia, ma anche i parroci che radicati sul territorio ne conoscono i bisogni e le potenzialità, associazioni come la Caritas e enti locali. Il vescovo di Pistoia Mansueto Bianchi ha paragonato le due nuove imprese alle ali della speranza che fanno volare questo progetto Policoro e la condizione dei giovani di oggi, i cosiddetti Neet, che non studiano e non lavorano, senza futuro e speranze, al mar dei Sargassi dove non tira mai vento: «La sfida del lavoro non è solo sociale ma umana, vogliamo dare una mano perché un uomo sia un uomo con la sua dignità. La diocesi fa, con questo progetto, un autentico gesto ecclesiale e non di supplenza ma di impegno e servizio nei confronti della vita e della dignità di questi giovani».
Il vescovo ha poi ringraziato tutti quelli che hanno collaborato per rendere possibile «questo piccolo inizio carico di speranza».
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