Il Tirreno

Pistoia

la protesta

Coro di no alla nuova azienda edile

Gli abitanti di Ponte dei Bini contrari al trasloco della Varvarito

3 MINUTI DI LETTURA





AGLIANA. «Chiediamo al sindaco e all’amministrazione di interessarsi alla vicenda relativa al trasferimento della Varvarito al Calice». Con questo appello, Leonello Reali, del comitato per la qualità della vita di Ponte dei Bini, richiama l’attenzione sul probabile spostamento al confine tra Prato ed Agliana dell’azienda che si occupa del trattamento degli inerti provenienti da lavorazioni edili.

«La nostra – spiega Reali – è un’area già martoriata, che nel raggio di 500 metri vede insediate da anni tre aziende che si occupano di lavorazioni simili, oltre ad essere classificata al livello massimo, PI 4, rispetto al rischio idrogeologico. La nostra paura è che per la Varvarito accada come per le altre imprese già presenti, che, dopo essersi insediate in maniera provvisoria, si sono ormai stabilite nella zona da anni. Chiediamo per questo un intervento dell’amministrazione di Agliana a tutela dei cittadini».

Sulla stessa linea le posizioni del comitato ambientale di Casale che, con Fiorella Ciardi, ricorda che «l’area del Calice non è idonea, sia in considerazione della presenza di altri impianti, che dell’elevato rischio idrogeologico». «Oltre al già insediato depuratore Gida – sottolinea Ciardi – gravano sull’area e sui residenti gli interventi imminenti per la realizzazione del digestore anaerobico e della terza corsia dell’autostrada».

I comitati delle due sponde del Calice, che da anni portano avanti iniziative comuni, sono uniti anche nel rivolgere alle istituzioni la domanda: perché la Varvarito non può essere localizzata in zone come il Macrolotto?

Sull’insediamento dell’azienda al Calice si è espressa la presidente della Circoscrizione sud del comune di Prato, Luisa Peris, che si è rivolta agli assessorati competenti in materia del proprio comune, facendo presenti una serie di criticità legate alla collocazione di un’attività del genere proprio in quell’area.

La Varvarito, attualmente insediata in via Tourcoing a Prato, dove i permessi per l’attività scadranno il prossimo 31 agosto, in attesa che si concluda l’iter per una sistemazione definitiva a Viaccia, sembra destinata a sistemarsi al Calice in via provvisoria fino alla metà di febbraio 2014. Al trasferimento della Varvarito a Viaccia, oltre ai comitati locali, si era opposto nelle scorse settimane il sindaco di Montemurlo, Mauro Lorenzini. Lorenzini ha sempre fatto presente che il sito di Viaccia, posto al confine col proprio comune, è destinato ad una cassa di espansione e un insediamento del genere potrebbe creare problemi sia per le polveri, che per la presenza ravvicinata di fabbriche ed abitazioni, considerando anche l’imponente transito giornaliero di mezzi pesanti per il trasporto dei materiali.

Per il sindaco di Montemurlo «il Comune di Prato ha il dovere di trovare una collocazione veramente idonea per la Varvarito anche a tutela dei suoi circa 100 lavoratori».

Per l’azienda, spiega il titolare Franco Varvarito, «l’importante è trovare una soluzione definitiva per poter lavorare, ovviamente, nel pieno rispetto delle regole».

Tommaso Artioli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web