La protesta
Intossicati dal tonno, denunce in arrivo
I gestori dei due ristoranti dovranno rispondere del cattivo stato di conservazione del pesce
PISTOIA. Al termine delle verifiche e degli esami che l’Asl 3 sta portando avanti, dovrebbe scattare quasi automaticamente la denuncia penale nei confronti dei titolari dei due ristoranti in cui è stato servito il tonno che martedì ha mandato in ospedale cinque persone, rimaste intossicate a causa del cattivo stato di conservazione del pesce mangiato. La legge 283 del 1962 che disciplina tale settore punisce infatti l’utilizzo di alimenti in cattivo stato di conservazione, indipendentemente dalle cause che abbiano portato a questo stato. La pena prevista va dai 300 ai 30.000 euro di ammenda. Nel momento in cui i tecnici dell’Igiene e sanità pubblica dell’Asl avranno la certezza che i malori sono stati causati dal tonno mangiato a pranzo, la denuncia sarà inevitabile per i due ristoratori, uno del centro storico di Pistoia, l’altro di Montecatini.
Le cinque persone (fra cui tre avvocati pistoiesi) che hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso di Pistoia presentavano tutte i sintomi caratteristici della “sindrome sgombroide”: nausea, vomito, irritazioni cutanee, tachicardia, problemi respiratori. Le intossicazioni da consumo di tonno sono causate da una sostanza che si chiama istidina, presente normalmente nella carne del pesce azzurro, la quale, per azione del calore (quindi della cattiba conservazione) si trasforma in istamina, che causa una sorta di forte reazione allergica.
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