Il dolore
Crede di essere stato licenziato e si uccide
Tragica fine di un operaio che si getta dal viadotto di San Marcello dopo aver ricevuto una lettera dal datore di lavoro
SAN MARCELLO. Sembra che avesse da poco ricevuto una lettera da parte del datore di lavoro. Un richiamo formale, una sorta di ammonizione, evidentemente per qualche sua condotta ritenuta non soddisfacente. Ma pare che lui abbia creduto che quella missiva fosse invece la comunicazione dell’avvenuto licenziamento. E non lo ha sopportato. Ha preso l’auto, si è diretto verso la Montagna pistoiese e ha raggiunto San Marcello. E lì si è gettato nel vuoto dal viadotto che fa da porta d’ingresso del paese.
Era l’ora di pranzo di ieri quando il 54enne operaio artigiano, residente nel territorio comunale di Serravalle Pistoiese, si è tolto la vita. Ha parcheggiato l’auto nei presi dell’ex Maeba, ha raggiunto a piedi il viadotto, ha appoggiato il suo zaino da parà sul marciapiede, ha indossato un basco, anch’esso da paracadutista, si è arrampicato sulla ringhiera del ponte e si è lasciato cadere nel vuoto.
Un suicidio, poco dopo le 13 di ieri, in pieno centro abitato, che ha sconvolto il caldo pomeriggio estivo del tranquillo paese montano. Una morte a cui hanno potuto assistere in prima persona i gestori delle due attività commerciali che si trovano proprio all’inizio del viadotto di San Marcello, che non hanno potuto far niente per per impedire quel salto di oltre 20 metri, data la rapidità con la quale l’operaio ha messo in atto il suo drastico intento.
Sul posto, immediatamente allertati dai due commercianti, che hanno telefonato al 118, sono accorsi gli uomini del comando della polizia municipale di San Marcello e i soccorritori della locale Croce Rossa. Ma ogni tentativo di rianimazione è stato inutile, in quanto l’uomo, dopo quella caduta da oltre 20 metri di altezza, è sicuramente morto sul colpo, quando si è schiantato sull’asfalto della strada sottostante. Dell’episodio sono stati subito informati anche i carabinieri della locale Compagnia e la procura della Repubblica.
Le prime indagini hanno portato ad appurare che all’origine del suicidio ci dovrebbe essere, come detto, l’errata convinzione dell’operaio, che lavorava in un’azienda artigiana del comune di Serravalle, di essere stato licenziato.
Sposato, l’uomo aveva un figlio già adulto, ed era conosciuto come una persona tranquilla. E anche dal punto di vista economico, sue e della sua famiglia, nonché di quella della moglie, le sue condizioni sembra fossero tutto sommato buone.
A memoria d’uomo, da quando il viadotto che dà accesso al centro di San Marcello è stato costruito (nel 1894), quello di ieri è il primo suicidio che si verifica in quel punto, anche se oltre mezzo secolo fa un uomo tentò di uccidersi gettandosi nel vuoto, ma da un’altezza inferiore, riportando solo la frattura di alcune costole.
Non si sa il motivo per il quale il 54enne operaio di Serravalle abbia scelto proprio il capoluogo della Montagna.
Una volta avuto il nulla osta da parte del magistrato di turno in procura, la salma dell’operaio è stata rimossa e trasportata all’obitorio dell’ospedale. (a.s.-m.d.)
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