Sicurezza
Svaligiavano le case travestiti da corrieri
Arrestati dai carabinieri tre albanesi, nella loro abitazione è stata scoperta refurtiva per circa 80mila euro
PISTOIA. Con addosso la stessa pettorina da corriere espresso che utilizzava quando era impegnato in quello che è il suo lavoro ufficiale, aveva il compito di andare a suonare il campanello per verificare, senza destare eccessivi sospetti, se in casa ci fosse o meno qualcuno. E trovato l’obiettivo giusto, il ladro-postino chiamava sorella e cugino (a loro volta, ufficialmente, semplici turisti), che lo aspettavano in auto, per dare inizio alla razzia. Ma i tre albanesi non avevano pensato che alla fine, battendo per troppi giorni la stessa zona, avrebbero attirato l’attenzione di qualcuno. Così, sabato scorso, subito dopo l’ennesimo furto in un’abitazione della Collina, ai loro polsi sono scattate le manette dei carabinieri del Norm, avvertiti da un residente di via Bolognese insospettito da quell’assidua presenza.
A finire in carcere con l’accusa di furto e ricettazione sono stati, Leke Bushi, 27 anni, da qualche anno residente a Casalguidi, che lavora per un’azienda di corriere espresso con il compito di recapitare lettere e plichi; il cugino Xhorxh Bushi, 22 anni, e la sorella Liza Pjetri, anch’ella 22 anni, entrambi arrivati in Italia da un paio di settimane con il visto turistico.
Scattata la perquisizione, nell’appartamento in cui tutti e tre vivevano (assieme alla moglie del primo), i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile hanno scoperto refurtiva per circa 80mila euro: orologi, gioielli, contanti e anche quadri. Tutti oggetti provento di furti messi a segno negli ultimi mesi e di cui i militari dell’Arma stanno cercando i legittimi proprietari (chi avesse subito un furto in casa soprattutto nella zona della Collina è invitato a rivolgersi al comando di viale Italia).
Come detto, i tre albanesi sono stati notati da un abitante della zona mentre, a bordo di un’Alfa 156 scura, con il pretesto di consegnare una lettera, suonavano ai campanelli delle abitazioni più isolate lungo via Bolognese. Erano all’incirca le 13,30 di sabato scorso. Avvertito il 112, sul posto è accorsa una pattuglia in borghese del Norm. I militari hanno “agganciato” l’auto dei sospetti nei pressi del Signorino, e hanno iniziato a pedinarla. E così hanno avuto modo di constatare con i loro occhi ciò che i tre facevano. Dopo una sosta un po’ troppo lunga in corrispondenza di un’abitazione al numero 227 di via Bolognese, alla Collina, l’Alfa 156 è ripartita velocemente verso Pistoia. A quel punto i carabinieri, certi che fosse stato appena consumato un furto, hanno deciso di intervenire. Mentre due “gazzelle” dell’Arma provvedevano a bloccare l’auto con gli albanesi, i militari in borghese hanno controllato l’ultima abitazione visitata dai tre, scoprendo che la porta era stata forzata, probabilmente con il grosso cacciavite nel frattempo trovato a bordo della 156, assieme ad un paio d’occhiali da sole di marca e a 120 euro in contanti appena rubati.
Il grosso della refurtiva è saltato fuori, come detto, al momento della perquisizione domiciliare a Casalguidi. Le indagini immediatamente svolte nella zona della Collina hanno permesso ai carabinieri di rintracciare già alcuni dei proprietari degli oggetti ritrovati, tutte persone derubate con le stesse modalità nelle scorse settimane. Come ha spiegato il comandante del Norm di Pistoia, il capitano Enrico Valeri, coloro che ritengono che tra la refurtiva recuperata possano trovarsi anche oggetti di loro proprietà possono contattare il comando dell’Arma. I tre albanesi si trovano adesso in custodia cautelare in carcere, in attesa del processo per direttissima, fissato per domani.
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