La protesta
«Ma i bagni non sono a misura di disabile»
Pioggia di critiche del Centro studi documentazione handicap dopo il sopralluogo nel giorno dell’inaugurazione
PISTOIA. Tutti i piani accessibili alle carrozzine, mappe tattili per chi ci vede poco, arredi compatibili con l’altezza delle carrozzine, 106 bagni per disabili sparsi su tutti e cinque i piani, porte e ascensori di dimensioni adeguate. Le avevano lette anche loro, le ottime referenze del nuovo ospedale San Jacopo in materia di accessibilità.
E proprio per questo Mario Scognamiglio e Giancarlo Naldoni (del Centro studi documentazione sull’handicap) ci sono rimasti particolarmente male quando hanno potuto verificare di persona, il giorno dell’inaugurazione dell’ospedale, la situazione delle camere di degenza. Secondo i rappresentanti del Centro studi, qui – a differenza di ingresso, atrii e corridoi, tutti ampi e ben percorribili – ci sarebbero molti problemi a muoversi per chi non può far uso delle proprie gambe.
«Le camere – spiegano in una nota – sono piccole, con servizi igienici inadeguati e proibitivi per l’agibilità delle persone in carrozzina, caratterizzati da porte d’ingresso pericolose e impossibili da chiudere o aprire se non si possiede una robusta forza nelle braccia».
I bagni sotto accusa, bene chiarirlo, sono quelli delle camere ordinarie, non quelle per disabili, che pure sono ampiamente previste. Ma «il decorso della degenza comporta a volte anche una disabilità “provvisoria” che costringe la gran parte dei pazienti ad adoperare carrozzine, barelle, portesi o ausili per la deambulazione» riflettono i rappresentanti dell’associazione.
Nei gabinetti, continua il documento, «gli spazi sono angusti e non consentono manovra alcuna delle sedie a rotelle, né tantomeno il trasferimento da esse al water, sia per l’assenza di maniglioni adeguati, sia per l’eccessiva prossimità del vaso bidè con quello del water. La piattaforma della doccia non consente l’alloggiamento della sedia a rotelle in quanto eccessivamente ridotta». Insomma, i bagni non per disabili sono da bocciare su tutta la linea, secondo il Centro studi documentazione sull’handicap. Fatto tanto più grave in quanto – scrivono ancora – lo spazio per fare le cose per bene ci sarebbe stato, vista l’ampiezza dei corridoi. Eci sarebbe stato anche il tempo, in quanto giusto un anno fa queste obiezioni vennero mosse dal Centro alle aziende costruttrici del nuovo ospedale, che fecero provare un prototipo dei futuri bagni. Ma le rimostranze di allora non furono ascoltate.
Tra l’altro Mario Scognamiglio siede nel direttivo regionale della Fish (Federazione italiana superamento handicap), associazione che insieme alla Fand ha firmato con Regione e Asl interessate un protocollo specificatamente destinato all’accessibilità dei nuovi ospedali. Ma non è certo la prima volta che Scognamiglio e la sua associazione si ritrovano a far la parte dei bastian contrari.
Fabio Calamati
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