Sicurezza
L’inceneritore non sarà ampliato
Escluso dal piano d’ambito territoriale il potenziamento: la raccolta differenziata lo rende superfluo
MONTALE. L’inceneritore di Montale non sarà ampliato. Il potenziamento, previsto nel piano interprovinciale dei rifiuti approvato alla fine del 2012, è stato escluso dal Piano d’ambito territoriale presentato ieri mattina a Pistoia, in vista dell'adozione nelle prossime settimane da parte dell'assemblea di Ato Toscana Centro.
Il passaggio dalle 150 alle 225 tonnellate giornaliere di rifiuti inceneriti, che appunto era stato sancito alcuni mesi fa dalle Province di Firenze, Prato e Pistoia, non è più necessario all’area vasta. Anche sull’inceneritore di Testi, a Greve in Chianti, sembra destinato a calare definitivamente il sipario. «Nel piano operativo dell’Ato – spiega l'assessore provinciale all'Ambiente, Rino Fragai – rimane l’impianto strategico e centrale di Case Passerini, sulla piana fiorentina, e quello di Selvapiana (Rufina). Resta anche quello di Montale, ma senza essere ampliamento».
L’amministratore precisa subito che non si tratta di una marcia indietro rispetto a quanto previsto dal piano interprovinciale voluto dalla sua giunta e da quelle di Prato e Firenze. «Il potenziamento dell’impianto di Montale contenuto all’interno della pianificazione – spiega Fragai – era condizionato alla verifica di altri fattori. Faccio l’esempio dell’indagine epidemiologica su Agliana e Montale: nell’ultima stesura della programmazione per la gestione dei rifiuti, l’ampliamento era vincolato al risultato di questo studio sulla popolazione locale. Le previsioni – sottolinea l'assessore – sono sempre da assestare lungo il percorso. Il piano d’ambito territoriale presentato stamani (ieri, ndr) – che passerà al vaglio dell’assemblea dei Comuni il 26 luglio, e dopo i 60 giorni di osservazioni andrà in approvazione finale – è del tutto congruo agli obiettivi del piano interprovinciale dei rifiuti: così come deve necessariamente essere, visto che uno rappresenta la traduzione operativa dell’altro. L’esperienza ci dà conforto sufficiente per ritenere non solo che raggiungeremo il 65% di raccolta differenziata entro il 2016 ma, forse, anche di superare il 70% entro il 2017».
In sostanza, l’ampliamento non è più ritenuto strategico per la gestione dei rifiuti. Contro le previsioni sugli impianti contenute nel Pir, si erano schierate in prima fila le associazioni ambientaliste: contraddittorio, secondo queste, prevedere un aumento della raccolta differenziata e, nello stesso tempo, un potenziamento degli inceneritori.
«Non posso che essere soddisfatto – commenta il sindaco di Montale, David Scatragli, che aveva bocciato da subito il passaggio alle 225 tonnellate – Sono contento anche di aver messo un punto fermo (come Pdl, ndr) sulla data di chiusura dell’impianto: il 2023, alla scadenza del mutuo milionario che stiamo pagando per il raddoppio. L’obiettivo è la riconversione a verde dell’inceneritore».
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