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Pistoia

«AnsaldoBreda, mancano lavoratori in officine e uffici»

«AnsaldoBreda, mancano lavoratori in officine e uffici»

 «È necessario investire sul personale. Il carico di lavoro è ampiamente superiore a quello che può essere sviluppato dal personale interno

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PISTOIA. «È necessario investire sul personale. Il carico di lavoro è ampiamente superiore a quello che può essere sviluppato dal personale interno. In officina, il sottodimensionamento è testimoniato sia dalla presenza in tutti i reparti e su tutte le linee di almeno 150 lavoratori dell'incentrato (con previsione a crescere), sia dall'uso ormai strutturale del sabato di straordinario per un numero di lavoratori variabile tra i 100 ed i 150».

Le segreterie dei sindacati AnsaldoBreda (Fim-fiom-Uglm-Uilm) chiamano in causa l’azienda sul personale. Non solo gli straordinari di sabato e non solo la carenza di lavoratori nelle officine. Disagio e precarietà, dicono, si sono estesi agli uffici. «Il sottodimensionamento è testimoniato dal numero elevato di job shopper e dalle decine di migliaia di ore di lavoro affidate a contraenti esterni per attività di tutti i tipi, comprese quelle più qualificate ed a maggior valore aggiunto».

AnsaldoBreda, afferma il coordinatore delle Rsu Gianluca Zanetti «vive un periodo di grandi difficoltà, dovuto anche a discutibili scelte manageriali e industriali fatte in passato ed in particolare nel periodo dal 2000 al 2005, ma secondo l’attuale management la situazione è migliorata sensibilmente negli ultimi due anni e le pesanti perdite messe a bilancio nel 2011 e nel 2012 sono in massima parte eredità di vecchie commesse ormai in fase di chiusura, quindi non riflettono la reale prestazione di AnsaldoBreda, in particolare quella del 2012. Inoltre - ricorda - si deve tenere conto del fatto che il settore in cui opera l'azienda è caratterizzato da investimenti a medio e lungo termine. Dovrebbe continuare, almeno nel medio termine, la tendenza alla crescita riscontrata negli anni precedenti».

I sindacati, prosegue il coordinatore Rsu, hanno più volte denunciato la mancanza di una politica aziendale che vada oltre il breve termine e si impegni negli investimenti, sia in attrezzature che soprattutto in personale, necessari per lo sviluppo dell'azienda e spesso annunciati ma mai attuati. «Auspichiamo che nel prossimo futuro le dichiarazioni dell'azienda sugli investimenti produttivi si trasformino finalmente in realtà, ma in ogni caso resta aperta la questione dell'investimento sul personale. E che soprattutto dell'investimento in personale ci sia bisogno è evidente dalla situazione dello stabilimento di Pistoia».

Fim-Fiom-Uglm-Uilm ribadiscono la propria posizione sulla partnership straniera: «I vertici di Finmeccanica affermano, non da ora, che l'unico modo per fare uscire AnsaldoBreda dalle difficoltà è un cambiamento degli assetti societari, e specificamente l'ingresso in compartecipazione di un gruppo del settore. Non abbiamo - afferma Zanetti - pregiudiziali rispetto all'identità del partner e a come cambierà l'assetto societario, purché il controllo di AnsaldoBreda resti a Finmeccanica, e ci aspettiamo che tale cambiamento sia accompagnato dalla discussione con le organizzazioni sindacali di un nuovo piano industriale che contenga impegni precisi e vincolanti su alcuni punti fondamentali».

Tra questi, il mantenimento della capacità di progettazione e produzione di veicoli completi e lo sviluppo di un portafoglio prodotti che consenta ad AnsaldoBreda di stare autonomamente sul mercato. «È urgente lo sviluppo di una piattaforma completamente interna nel settore dei treni regionali monopiano».

E poi anche un piano di investimenti che esca dalla logica del breve termine e degli investimenti esclusivamente legati alle singole commesse, e sia finalizzato ad elevare l'infrastruttura produttiva e progettuale di AnsaldoBreda al livello tecnologico delle altre aziende del settore.

«Dev’essere superata - sostiene Zanetti - la strategia di esternalizzazione e di uso strutturale dello straordinario finora seguita, e ripristinato il livello degli organici così come previstodall'accordo del 4/03/2010, garantito anche da Finmeccanica». Soprattutto, dev’essere poi mantenuta «l'integrità del gruppo AnsaldoBreda. Piani industriali basati su drastici ridimensionamenti degli organici o del perimetro aziendale, la perdita dell'autonomia produttiva o progettuale, l’incertezza o la mancanza di investimenti sarebbero difficilmente accettabili. Del tutto inaccettabili fatti compiuti e decisioni non negoziabili».

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