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A 13 anni fugge su un tir dall’Albania fino a Pistoia
Dopo due giorni di viaggio tra mare e terra il ragazzino ha bussato nella notte alla porta della questura per avere aiuto: è fuggito da fame e povertà
PISTOIA. Gli agenti di guardia se lo sono visti comparire davanti poco prima della mezzanotte. Visibilmente stanco, affamato come un lupo, il ragazzino ha bussato alla porta a vetri della questura di via Macallè. In fuga dalla poverta e dalla fame della sua terra nascosto dentro a un camion, non si sa come il giovanissimo albanese – non ancora 14enne – si è ritrovato a girovagare per le strade di Pistoia: e quando ha visto il cartello luminoso con una parola, “Polizia”, che anche lui, che l’italiano non lo sa leggere, è riuscito a comprendere, ha deciso di chiedere aiuto. Almeno secondo ciò che poi ha raccontato con l’aiuto di un interprete.
Adesso, dopo il tempestivo intervento da parte dei servizi sociali il ragazzino albanese si trova in una casa famiglia. Il suo futuro resta un’incognita, ma il suo passato, anche se sommariamente, la polizia è riuscita a ricostruirlo. Gli agenti in servizio mercoledì notte in questura, hanno capito che il ragazzino – tredici anni e mezzo, senza più genitori – viveva, a suo dire, a Durazzo, con due sorelle e un fratello, tutti senza lavoro. E per fame aveva deciso di scappare di casa per venire in Italia, in cerca di una vita migliore. Per questo, di nascosto, si era infilato dentro a un camion in partenza dal porto della città albanese. Forse Bari o Brindisi, più probabilmente Ancona: non sa dove il traghetto abbia attraccato dopo la traversata dell’Adriatico, fatto sta che, dopo due giorni di viaggio tra mare e terra sempre nascosto nel cassone del camion, ha detto di essersi ritrovato, mercoledì scorso, a Pistoia. Dove, sempre non visto, è saltato giù dal camion. E si è messo a girare per le strade della nostra città, fino a notte. I poliziotti non sono riusciti a capire se il ragazzino, durante il suo viaggio da clandestino, avesse avuto modo di mangiare e di bere. Probabilmente sì, fatto sta che quando, verso mezzanotte, si è presentato in questura non si reggeva più in piedi dalla fame e dalla stanchezza. Per prima cosa gli agenti gli hanno comprato dal distributore automatico dei tarallini e due bottiglie d’acqua, quindi gli hanno ordinato una pizza quattro stagioni, che, naturalmente, il giovanissimo albanese, ha divorato, già prima che in questura arrivasse l’interprete con cui cercare di ricostruire ciò che era successo. Quindi sono stati avvertiti i servizi sociali che, a loro volta, sono riusciti a trovare per il ragazzo un posto in una casa di accoglienza.
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