Finanza
Finalmente un pronto soccorso come si deve
Era uno dei punti critici del vecchio Ceppo, tra i nuovi reparti spicca proprio quello delle urgenze
PISTOIA. Pochi mesi sono passati dall’ultima visita con giornalisti e autorità all’ospedale San Jacopo. All’epoca era ancora un cantiere, quasi completato, ma ancora un cantiere. Ieri, là dove c’erano ancora fili scoperti, intonaci da completare o pavimenti da mettere, tutto era pronto ad accogliere la marea di visitatori, molti curiosi di visitare il posto che, da oggi, spereranno invece di vedere il meno possibile, altri invece forse più interessati ai buffet allestiti ai diversi piani e dove si sono registrati gli affollamenti maggiori. Il che forse è stato anche positivo, perché almeno costituivano un punto di riferimento per chi perdeva l’orientamento. Se un appunto, da profano, va fatto, è rappresentato proprio dalla difficoltà a orientarsi all’interno della struttura («Mi perdevo in quello vecchio – commentava una signora – figuriamoci in questo»). Un po’ è colpa delle dimensioni, ancora di più del fattore novità, ma, certo, qualche cartello direzionale in più, all’interno, non guasterebbe.
Comunque, lo sviluppo verticale che caratterizza il nuovo ospedale si rispecchia anche nelle funzioni, con il livello più elevato dedicato alle attività amministrative, i piani intermedi per le degenze e dove si concentrano le attività mediche e chirurgiche, il piano terra che funziona da “interfaccia” con l’esterno, con i vari servizi al pubblico, compresa l’attività di farmacia, una delle prime a essere attivate e subito all’ingresso. Ma al piano terra si trova, come è logico che sia per motivi logistici, anche il reparto che, più degli altri, attira su di sè l’attenzione della cittadinanza, anche perché per molti rappresenta il primo impatto con la struttura dell’ospedale, ossia il pronto soccorso. E qui la differenza con il “non entusiasmante” passato è notevole (come detto anche dal governatore Rossi in conferenza stampa). Ingressi separati per chi arriva in ambulanza e chi viene con i propri mezzi, con due triage e con la novità della doppia sala d’aspetto. Da una parte quella dei parenti in attesa di avere notizie dei propri cari, dall’altra i pazienti che, in attesa di essere visitati e che possono aspettare seduti: per questi ultimi una stanza apposita, con poltroncine ad hoc e con una grande vetrata che permette ai sanitari di controllarli continuamente. (l.s.)
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