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Pistoia

Pulizie, le lavoratrici in attesa di notizie

Pulizie, le lavoratrici in attesa di notizie

Saranno alla cerimonia con striscioni di protesta. Firmato in Regione un protocollo con Gesat

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PISTOIA. Ci saranno anche loro al nuovo ospedale: le donne delle pulizie che di punto in bianco, venerdì scorso, si sono sentite dire dalla Colser (l’azienda parmense che gestirà il servizio al San Jacopo) che in 37 non erano più necessarie e che altre 40 avrebbero lavorato a metà orario, con stipendi portati a meno di 400 euro mensili.

In questi giorni (tardivamente?) ci sono stati più incontri tra sindacati, aziende gestori dei servizi non sanitari, Asl e enti locali di quante non ce ne siano stati negli ultimi sei mesi. I sindacati hanno lamentato “l’inavvicinabilità” di queste imprese (sono cinque: Colser, Bioster, Serenissima, Servizi Italia, Cooperativa L’Arca), che si sarebbero rese disponibili al confronto solo a ridosso dell’apertura.

E per evitare un nuovo caso-Pistoia ieri pomeriggio in Regione è stato firmato un protocollo d’intesa tra sindacati confederali e di categoria, Gesat (il concessionario che ha affidato la gestione dei servizi), Asl3 ed ente locale. Nello specifico, gli assessorati ai Lavori pubblici e alla Sanità. Mancavano gli assessori Gianfranco Simoncini e Luigi Marroni, il loro posto è stato preso da funzionari degli uffici competenti.

Il protocollo vincola i firmatari al mantenimento dei livelli occupazionali, dei contratti esistenti anche nel passaggio dalla Dussmann alla nuova gestione, e all’attivazione di un tavolo di confronto per affrontare le difficili fasi della trattativa. «Dopo la firma del protocollo - affermano Patrizia Pellegatti (segretaria provinciale Cisl) e Luisella Brotini (segretaria Filcams Cgil) - l’attenzione si è spostata sulle iniziative da mettere in campo per accompagnare il passaggio dei lavoratori dal vecchio al nuovo ospedale. Se è vero che non tutte le competenze e non tutti i lavoratori saranno necessari dall’inizio, ce ne sarà bisogno nei mesi successivi. Anche con mansioni diverse per le quali dovranno essere riqualificati. Gli ammortizzatori sociali da usare non saranno anticipatori di un licenziamento, ma di una ricollocazione al lavoro. Su questo punto i sindacati sono stati categorici».

Esattamente come il sindaco Bertinelli, che giovedì ha incontrato la Gesat alla presenza delle lavoratrici, ottenendo, sembra, indicazioni positive sugli sbocchi occupazionali. (t.g.)

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