Sicurezza
«La banca tassa i miei soldi»
Ex socio e cliente della Banca di Pistoia racconta la disavventura per riavere meno di 258 euro
PISTOIA. Una denuncia che arriva anche alla Banca d’Italia. Sembra che ormai si siano rotti gli argini della rivolta della società contro le banche.
Dopo gli attacchi pesanti di Federica Landucci (Confindustria) e Stefano Morandi (Confcommercio) alle banche a cui nessun istituto ha ancora voluto (o potuto) rispondere, ecco un cittadino che denuncia il comportamento della Banca di Pistoia.
«Egregi signori, mi rivolgo in primis ad direttore generale ed al presidente della Banca di Pistoia, poi ai due giornali locali - che leggono in copia - poi all'Unione Consumatori di Pistoia e poi alla Banca d'Italia Regionale che vigilerà sul corretto comportamente della Banca.
«Ero un cliente-socio della Banca di Pistoia. Ho cercato di chiudere il conto in data 2/05/2012, dopo varie peripezie, sono riuscito a chiudere - con spese a mio carico il detto conto corrente. Ma non sono ovviamente potuto rientrare in possesso della quota-socio, che, mi fu detto, “ci vorrà un anno circa per riaverla”. Passato l'anno in questione, ho scritto almeno 3 email prima di avere un riscontro e - finalmente - in data 2/07/13 la Banca mi liquida l'importo di Eur 258 in A/C.
«Mi presento alla filiale della Banca di via Mozza sul Gorone a Prato, e, prima, mi si dice che l'assegno circolare della banca lo devo incassare presso la filiale che lo ha emesso (e cioè Pistoia), alle mie rimostranze il cassiere si ammorbidisce, ma si reca per un fitto lungo colloquio con il responsabile dell'agenzia, e alla fine torna, dando l'accordo per il pagamento, previo il versamento di una “tangente” di Eur 5 (e mi si dice, sono stato fortunato perchè dovrei pagarne 10 di Eur!). Al che, riprendo assegno e miei documenti e chiedendo il nome della persona che non vuole pagare l'assegno circolare della sua banca senza delle spese, me ne vado senza poter essere rientrato in possesso del mio avere da parte della banca: che, secondo me, non solo non avrebbe dovuto chiedermi delle spese, ma mi avrebbe dovuto riconoscere gl'interessi dal giorno della chiusura del conto corrente alla data dell'emissione dell'A/C».
Firmato Franco Baldi Merildi. Che vive in va Pratese a Quarrata ed è titolare di un agriturismo e che non si nasconde dietro una denuncia anonima, ma racconta come – per ricev ere soldi suoi – è costretto a pagare 5 euro (che in realtà erano dieci, prima del putiferio che aveva scatenato).
Ricordiamo che la banca di Pistoia fa parte delle banche di credito cooperativo.
A fianco mettiamo la risposta della Banca, che – a differenza di altre – ha avuto l’accortezza e anche la trasparenza di rispondere prontamente a questo e x socio ed ex cliente.
Recentemente un albergatore di Montecatini, titolare di una quattro stelle, aveva denunciato le condizioni praticate per un fido da 15mila euro.
Il titolare dell’hotel con nome e cognome attaccava la Cassa di risparmio di Parma. Che benchè sia diventata francese (in mano a Crédit Agricole) si è guardata bene di rispondere alle critiche.
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