Il Tirreno

Pistoia

Fragole dalla montagna Ecco il nuovo business

di Elisa Valentini
Fragole dalla montagna Ecco il nuovo business

L’idea dei fratelli Milianti: otto serre e 13mila piantine coltivate fuori suolo in Val Sestaione. Ed è già moda: «Vendiamo ai privati e al mercato di Novoli»

3 MINUTI DI LETTURA





CUTIGLIANO. Otto serre disposte su 2 ettari di terreno, quasi 13mila piantine di fragole ed una produzione di circa 2 quintali di frutti al giorno. Bastano pochi numeri per descrivere quello che da due mesi rappresenta un autentico primato, non solo per la montagna pistoiese. La novità è da attribuire ai fratelli Stefano ed Andrea Milianti che hanno aperto in località Pian de’ Malarme, nei pressi di Pian degli Ontani (in Val Sestaione), la prima coltivazione di fragole della provincia, praticata fuori suolo con impianto di fertirrigazione.

Abbiamo visitato l’azienda guidati dai due titolari. «Ecco la nostra coltivazione – dice soddisfatto Stefano Milianti, 40 anni – abbiamo iniziato l’attività ad aprile, prima qui c’era solo un campo. In un periodo come quello attuale, in cui trovare lavoro è difficile un po’ per tutti, mio fratello ed io abbiamo deciso di metter su un’impresa. Il terreno era già di nostra proprietà, serviva un’idea. Ci sono venute in mente le fragole. In due mesi abbiamo montato tutto questo, lavorando giorno e notte, ma adesso che i primi frutti cominciano a maturare la soddisfazione è grande».

L’azienda non è difficile da raggiungere: percorsi 500 metri sulla strada provinciale delle Torri, in direzione Popiglio, le serre compaiono sulla destra. «Ospitiamo 12.800 piante – prosegue Andrea Milianti, classe 1977 - per adesso coltiviamo fragole, ma l’intento è di ampliare l’attività con altri frutti. Il maggior smercio è sul mercato ortofrutticolo di Novoli, ma vendiamo anche ad esercenti o privati. È ancora difficile stabilire il quantitativo esatto del raccolto, ma si stimano oltre 2 quintali di fragole al giorno nei periodi di piena produzione».

La coltivazione in serra e fuori suolo permette di coltivare anche in periodi dell’anno che altrimenti in montagna sarebbero troppo freddi. Il tutto stando comodamente in piedi. «Le piantine non sono alloggiate nel terreno, ma ad un metro e mezzo di altezza su supporti con sacchetto multistrato in fibra di cocco – prosegue Stefano - l’impianto di irrigazione, realizzato dalla Tecnoflora di Pescia, prevede uno spaghetto per ciascuna delle 12.800 piantine da cui fuoriescono acqua ed altri elementi naturali necessari alla crescita. Un chilometro e 250 metri di canalette permettono la fuoriuscita dell’acqua in eccesso».

Un sistema davvero sofisticato che la società semplice agricola F.lli Milianti ha potuto realizzare anche grazie al bando “pacchetto giovani” della Regione Toscana che favorisce l’insediamento di giovani imprenditori in aziende agricole. È bastata un'unica pratica per ottenere sia il contributo in conto capitale che i fondi a cofinanziamento per gli investimenti. Hanno collaborato il tecnico Giaime Niccolai di Dream Italia, la cassa di risparmio di Orvieto ed il dottor Alessandro Farnesi di Pisa per la consulenza agronomica. «Un esempio lampante di risposta imprenditoriale da parte di giovani moderni, che troppo spesso bolliamo come bamboccioni – commenta il sindaco di Cutigliano Carluccio Ceccarelli – lo spirito di sacrificio, la voglia di rischiare e mettersi in gioco dei Milianti è un esempio da seguire, sulla scorta di un certo risveglio dell’imprenditoria giovanile cui stiamo assistendo sulla nostra montagna».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa