Attenzione
In manette gli spacciatori dei ragazzini
Sgominata dalla polizia una banda italo-albanese, tra i clienti anche adolescenti che fumavano i vapori di eroina
PISTOIA. Nei giardini di Monteoliveto o nei vicoli della Sala a Pistoia, sisul lungofiume a Pescia, ma anche a Montecatini, a Ponte Buggianese e a Montemurlo. E tra i tanti clienti della banda di spacciatori, diversi adolescenti, ragazzini di 15-16 anni che, invogliati dal crollo dei prezzi, avevano preso il vizio di farsi di eroina sciogliendo la dose nella carta stagnola e aspirandone i vapori con una cannuccia.
Sono 12 le persone finite in manette ieri mattina a conclusione dell’operazione “Rewind”: 9 albanesi, 2 italiani e un romeno. All’alba gli investigatori della Squadra mobile di Pistoia hanno eseguito le misure cautelari disposte dal gip del tribunale al termine di un’indagine scattata nel gennaio 2011, proprio dai preoccupanti segnali arrivati all’attenzione della polizia della diffusione dell’eroina anche tra i più giovani, dovuta al basso costo (circa 20 euro a dose, come un semplice spinello fino a non molti anni fa) e alla possibilità di assumerla evitando l’ostacolo psicologico del “buco”. Il fenomeno si era già presentato in città tempo prima, ed era stato arginato dalla stessa Mobile con l’operazione “Mangiafuoco”: una volta avuta la certezza che aveva ripreso vigore, soprattutto nella zona di Monteoliveto, a Pistoia, la questura ha capito che era necessaria una ripetizione di quell’indagine, un “rewind” appunto.
Fatto sta che, come hanno spiegato il capo della Mobile, Antonio Fusco, e la dirigente del commissariato di Pescia, Raffaella Papaccioli, nel corso delle indagini, andate avanti per oltre sei mesi, supportate da intercettazioni telefoniche ed ambientali, sono state monitorate, anche con videoriprese, varie cessioni di eroina.Il paziente lavoro effettuato dei poliziotti della Mobile di Pistoia e del Commissariato di Pescia (il cui lavoro era partito in un primo momento autonomamente per poi proseguire in collaborazione una volta compreso che le piste seguite si intrecciavano) ha permesso di ricostruire i flussi di approvvigionamento, di individuare l'intera rete di spaccio di eroina attiva nelle province di Pistoia e Prato.
Punto di riferimento per l’arrivo della droga dall’Albania, attraverso la Turchia, era un cittadino albanese (Artan Sula, 38 anni), il quale disponeva le consegne direttamente dalla sua patria contattando tramite skype o i social network tre suoi collaboratori, residenti a Milano (dove c’era anche la sua fidanzata), Brescia (Fation Gjashi, 26 anni) e Padova (Klevis Sena, 24 anni). Era a questi tre intermediari che il referente per la zona di Pistoia e Prato (Ergys Koni, 26 anni, residente prima a Montecatini e, ultimamente, a Montemurlo) si rivolgeva per il suo fabbisogno
Nel corso delle indagini, coordinate dal procuratore capo facente funzioni Giuseppe Grieco, erano stati già eseguiti 10 arresti in flagranza, nonché sequestrato circa un chilo di eroina.
Sula Artan e Fation Gjashi, assieme a Valentin Gjeloshi, 24 anni, sono tutt’ora ricercati. Ad essere arrestati all’alba di ieri sono stati Enrico Gelli, 45 anni, di Pistoia, Massimo Valdati, 40, di Monsummano, Ardian Gjeloshi, 20 anni, residente a Pistoia, Nikolin Telaj, 28, Pistoia, Fjorentino Habibaj, 21, Pistoia, Mikel Arra, 22, Pistoia, Florin Madalin Grama, 21, Pistoia, Blerim Xheleshi, 24, di Montemurlo, Dashamir Koni, 32, di Fucecchio, Klevis Sena, 24, di Teramo. Inoltre, la misura è stata notificata in carcere a Elson Zhala, 26 anni, accusato di spacciare l’eroina, per conto dello zio Ergys Koni, in alcuni locali notturni di Lucca, dove lavorava come buttafuori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
