Il Tirreno

Pistoia

La legge toscana sui vivai già ferma in commissione

La legge toscana sui vivai già ferma in commissione

Problemi anche per la costruzione di nuovi annessi agricoli nelle zone come quelle di Pistoia che sono vocate all’attività di crescita delle piante

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FIRENZE. «La commissione ha rilevato che la bozza di regolamento non ha, al suo interno, riferimenti ad alcuni articoli della legge. Nel dibattito seguito alla illustrazione fatta dall’assessore Marson, è emersa la disponibilità ad integrare il testo e a ripresentarlo in commissione. Una richiesta formale alla Giunta in tal senso è già in via di redazione. Siamo certi che in questo modo saranno superati i problemi palesati. Se così non fosse il giudizio sulla bozza di regolamento non potrà essere positivo».

A dirlo il presidente della commissione Agricoltura Loris Rossetti (Pd) a margine della seduta di ieri, tutta dedicata al regolamento di attuazione della legge per il sostegno all’attività vivaistica (n.41/2012).

La leggeè nata per sostenere le attività vivaistiche sia nell’organizzazione aziendale che per i mercati di riferimento. Tra queste, la valorizzazione del verde urbano. Una legge dunque per sua natura non riferibile esclusivamente alle problematiche di tipo urbanistico che tuttavia, secondo Marson, non sarebbero normabili al di fuori del percorso già in atto per la riforma futura della legge 1 sul governo del territorio.

È stato Pier Paolo Tognocchi (Pd) a sottolineare come il Regolamento di attuazione sia, per legge, prerogativa della Giunta e debba consentire una piena applicazione della legge. Tuttavia, “allo stato attuale delle cose”, il testo predisposto “non permette una precisa applicazione della legge”. Tra i punti di maggiore criticità rilevati, quello dell’arredo urbano sul quale l’assessore Anna Marson è stata chiara: «Questo aspetto rientra all’interno di standard urbanistici obbligatori e quindi riconducibile alla legge 1, opportunamente riformata, e ai suoi regolamenti attuativi». «Prevedere un percorso nuovo per uno o più standard quando tutti gli altri rientrano nel Governo del territorio – ha detto – ci sembrava inopportuno e di possibile confusione”. Una spiegazione “oggettiva” che non ha convinto il consigliere Tognocchi: «Il testo che abbiamo approvato e sul quale abbiamo tanto discusso – ha detto – prevede la chiusura della filiera del verde. Interviene sull’arredo urbano non solo per potenziare un settore estremamente importante per l’economia della nostra regione, ma anche per tracciare linee precise di intervento sull’uso del verde». Critico sul regolamento è stato anche Gianfranco Venturi (Pd), presidente della commissione Ambiente e primo firmatario della legge di riordino del sistema vivaistico della Toscana. «Non siamo in fase di definizione del testo. Se la riforma della legge 1 supererà limiti e lacune di questa già approvata, ne sarò ben lieto. Intanto un testo vigente esiste e nelle fonti normative le leggi sono leggi. È bizzarro che non trovi una organica e coerente applicazione. Non vorremmo essere costretti a fare una legge di regolamento”, ha detto ricordando poteri e funzioni di Giunta e Consiglio già ribaditi da Tognocchi. Nel concordare con le perplessità mosse dal collega, Venturi ha chiesto spiegazioni su un articolo del regolamento secondo il quale nelle aree vocate, la “realizzazione di annessi agricoli deve essere inserita nel contesto territoriale attraverso un progetto di paesaggio (art.4 comma 4, ndr). Sembra un controsenso”, ha rivelato giacché “siamo già all’interno di un’area vocata e, fermo restando le norme esistenti, non si capisce natura e idea di un ‘progetto di paesaggio’ che evidentemente blocca ogni iniziativa di annesso legato alla produttività”. L’inciso di Marson che ha spiegato come il comma sia stato di “iniziativa degli uffici, pensando alla prossima riforma della legge 1”, a parere dei commissari non ha sciolto i dubbi. “Si fa riferimento ai termini di una legge che ancora non esiste e si rende inapplicabile quella esistente”, ha stigmatizzato Tognocchi.

La proposta del presidente Rossetti di “chiedere alla Giunta un riesame sul regolamento e un nuovo invio alla commissione” ha chiuso la seduta.

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di Redazione web