Il Tirreno

Pistoia

Una raccolta di fondi per Gianmichele

di Beatrice Faragli
Una raccolta di fondi per Gianmichele

Il giovane elettricista di Buriano paralizzato da una coltellata alla nuca ha bisogno di una sedia e di un letto speciali

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QUARRATA. Una raccolta fondi per Gianmichele Gangale, l’elettricista 35enne accoltellato nella sua villetta di Buriano il 24 gennaio scorso, durante una rapina sfociata nel sangue.

Dopo aver passato due mesi nel reparto di rianimazione di Careggi, alla fine di marzo il giovane quarratino è stato trasferito al Cto. Paralizzato dal collo in giù per una coltellata alla base della nuca sferrata dal minorenne della banda, un ragazzo albanese di 16 anni che ha confessato subito dopo l’arresto , Gianmichele «sta lottando per muovere almeno i polsi» dice la sorella Cristina. Quando tornerà a casa, avrà bisogno di una sedia speciale e di un letto ad acqua, per evitare piaghe e infezioni.

«Dall’Asl per ora non ci hanno fatto sapere se e quanto finanzieranno queste attrezzature, né se avremo l’assistenza adeguata una volta dimesso, ma noi, se servirà, daremo battaglia per ottenere quel poco che ci spetta».

Ad aiutare economicamente la famiglia Gangale ci stanno provando alcune persone che hanno conosciuto Gianmichele per lavoro e che poi, davanti «a quel ragazzo così speciale», hanno trasformato quei rapporti in una vera amicizia. Da loro, pochi giorni fa, è stato fondato il comitato “Gli amici di Gianni”. L’obiettivo è di contribuire all’acquisto di una sedia adeguata alla situazione di Gianmichele. «In questi giorni – racconta Cristina – sta provando alcune carrozzine. L’ultima che abbiamo visto costa dai 15 ai 20mila euro».

La raccolta fondi è un’iniziativa nata esclusivamente dagli amici. Il padre di Gianmichele, Francesco, finora non ha mai chiesto aiuto agli altri. Eppure anche lui, 65 anni e una vita passata a fare il muratore, dopo quel giovedì di sangue ha quasi smesso di lavorare. Il 24 gennaio, all’ospedale del Ceppo, prima di scoprire che il midollo spinale del figlio era stato lesionato, Francesco, indosso le scarpe antinfortunistiche sporche di terra, continuava a ripetere «non sono un imprenditore, sono solo un muratore». «Non siamo mica gente ricca noi – dice Cristina – Quella casa, su a Buriano, mio padre l’ha fatta con anni e anni di sacrifici. Adesso non ci resta niente. Lo sguardo bellissimo che aveva mio fratello non c’è più. Era un gran lavoratore. Non uno “gnoccolone” come se ne vedono a volte. Lui sì che era un ragazzo che si dava da fare. In poltrona non ce lo vedevi mai».

Nemmeno la famiglia sa con esattezza quando Gianmichele tornerà a casa. «Ci avevano detto che prima di un anno non se ne parlava nemmeno» dice la sorella. «Ci sarà bisogno di tantissime cose – dice Giuliana Toro, presidente del comitato – Ogni centesimo che riusciremo a raccogliere, andrà a lui. Lo sappiamo bene che la diffidenza in questo genere di cose allontana molta gente, ma speriamo che stavolta non sia così».

Oltre ai barattoli di raccolta che verranno distribuiti tra i negozi e alle iniziative che saranno organizzate, è attivo un conto corrente per le donazioni. Il codice iban è IT89 I086 3970 3700 0000 0413 344 (Banca di credito cooperativo di Masiano, agenzia di Pistoia).

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