Il dolore
«Qui il costo del denaro è esagerato»
La neopresidente di Confindustria spara a zero sulle banche: fanno richieste esose e chiedono garanzie impossibili
PISTOIA. Se le parole sono pietre, le vetrate delle banche pistoiesi dovrebbero già essere in frantumi. Poche volte, in un’assemblea di Confindustria si sono sentite parole di fuoco contro gli istituti di credito come è successo ieri nel capannone di AnsaldoBreda che ha ospitato il passaggio di consegne della presidenza pistoiese alla presenza di Giorgio Squinzi che dell’associazione degli imprenditore è presidente nazionale e di Maurizio Manfellotto, ad di Ansaldo Breda.
Federica Landucci, neopresidente titolare di un’azienda di trafilerie per la pasta, si è espressa con queste parole, citando Vittorio Emanuele II, padre della Patria: «Facciamo nostro il grido di dolore che arriva da aziende sane, magari con un portafoglio ordini in crescita e con progetto di sviluppo, che vedono frustrata da richieste esose, da un costo del denaro esagerato, da garanzie impossibili, da tempi di erogazione lunghissimi, ogni loro capacità di fare impresa e di competere sui mercati».
Parole durissime, di per sè. Ancora più pesante se si pensa a quanto finora siano state compassate le assemblee degli imprenditori pistoiesi.
Parole che forse solo una donna decisa come Landucci poteva esprimere di fronte alle autorità e anche ai capi delle banche.
Che qualcosa dovranno pur rispondere se le si accusa di essere esose e di bloccare la crescita di aziende sane.
E visto che le parole potevano non bastare, Federica Landucci ha presentato anche un grafico dove si evince il clamoroso crollo dell’affidamento delle banche verso le imprese pistoiesi.
«Il differenziale fra il credito accordato e gli impieghi vivi segna chiaramente la restrizione del credito e la maggiore difficoltà per le nostre imprese di accedervi. Ci possono essere motivi strutturali – ha proseguito Landucci – la dimensione delle imprese, la loro capitalizzazione, l’incidenza di alcuni settori più in crisi, ma non sono sufficienti a spiegare questa situazione»
E il fatto che le parole di Landucci non siano state seguite da un boato di applausi, la dice lunga su come imprenditori e amministratori siano preoccupati per la totale assenza di liquidità. E nelle imprese, ma anche nella banche cittadine. Che per troppo tempo, è un dato di fatto, hanno finanziato solo ed esclusivamente la rendita immobiliare, con i noti disastri che molti istituti, anche locali, presentano nei loro bilanci.
Ma rispetto alle banche locali, Landucci ha cercato di un’apertura.«Sono certa – ha dichiarato – che le banche di questo territorio, quelle che da tempo collaborano con la nostra Associazione per cercare soluzioni credibili, saranno le prime interessate ad offrire proposte concrete e lavorare insieme su progetti a favore delle imprese».
Ma come si vede è una carezza di forma, dopo una grandinata di pietre sulle varie Casse, Bcc e compagnia bella.
L’altro obbiettivo di Federica Landucci è la pubblica amministrazione vista come nemica dell’impresa.
E anche qui la presidentessa succeduta a Giuseppe Oriana (sott’olii Montalbano) non l’ha mandata a dire. «Mi chiedo quanto ci costi avere una tale filiera di produzione di leggi, regolamenti e interpretazioni, spesso non coerenti fra loro, che disorientano il cittadino e l’imprenditore. Sappiamo bene che se applicassimo alla lettera le normative attualmente in vigore il sistema amministrativo si bloccherebbe immediatamente».
Ma le parole più pesanti arrivano dopo: «E perchè mai i controlli sono per alcuni inesistenti e per altri quasi persecutori?» si domanda Landucci accusando – praticamente – di parzialità (se non di peggio, di disonestà) la Pubblica amministrazione.
Insomma dai capannoni dove si realizza l’Etr 1000, Landucci annuncia una stagione di lotte, vere, per rilanciare il manifatturiero a Pistoia.
E a quel punto, anche le parole dette da Squinzi, sono sembrate un inutile giaculatoria. Se poi gli imprenditori invocano la grandezza del Made In Italy, ma quasi tutti arrivano con le muscolose berline tedesche, quello è un problema di coerenza.
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