Sicurezza
«Cip Ciop, in Comune sapevano»
Testimone conferma di aver avvertito dei maltrattamenti l’ufficio istruzione
PISTOIA. Da una parte Giovanna Niccolai, uno dei testimoni che sostengono di aver riferito agli uffici comunali, già prima degli arresti, delle voci sui maltrattamenti subiti dai bambini Cip Ciop. Dall'altra Annalia Galardini, ex dirigente del settore servizi alla persona del Comune, che nega la circostanza. Un vero e proprio confronto all’americana, faccia a faccia, quello che si è svolto ieri mattina, al tribunale di Genova, nel corso del processo bis le violenze sui bambini dell’asilo privato pistoiese, per le quali, nel dicembre scorso, la titolare Anna Laura Scuderi e l’altra maestra Elena Pesce sono già state condannate.
In questo nuovo procedimento sono alla sbarra la dirigente del Comune Donatella Giovannini (accusata di abuso d'ufficio, omessa denuncia di reato e concorso in maltrattamenti sul presupposto di non aver effettuato i controlli, difesa dall'avvocato Andrea Niccolai) e la cuoca Sandra Bompani (accusata di maltrattamenti in concorso, difesa dagli avvocati Daniele Nicolin e Caterina Schiariti). Il Comune di Pistoia è stato citato come responsabile civile ed è rappresentato dall'avvocato Cecilia Turco.
Già all'indomani degli arresti delle due maestre, nel dicembre 2009, Giovanna Niccolai (anche lei maestra e titolare di un asilo nido privato) dichiarò, anche in un intervista al nostro giornale, di aver riferito agli uffici comunali, in diverse occasioni, di aver saputo di maltrattamenti all'asilo della Scuderi. Nell'arco di circa tre anni, più volte ha detto di essere andata all'ufficio Pubblica istruzione. Ma, come ha ripetuto davanti al giudice, nessuna delle impiegate con cui, via via, aveva parlato (tre, a suo dire) aveva mai manifestato l'intenzione di intervenire. In un'occasione, anzi, le avrebbero fatto capire chiaramente di essere a conoscenza dei metodi educativi in vigore in quell'asilo ma di non poter far nulla per risolvere il problema. In un'occasione fu ricevuta da due dipendenti insieme, tra cui, a suo dire, Annalia Galardini: «Ripetei loro dei maltrattamenti. “Eh, signora, non ce ne parli - mi risposero - quello è un grosso problema, ma sa...».
Ieri mattina, ciascuna delle due testimoni, sedute una di fronte all’altra nel rispondere alle domande delle parti, è rimasta sulle proprie posizioni. L’ex dirigente comunale ha confermato di non ricordarsi assolutamente di un incontro del genere.
L’udienza di ieri era iniziata con una testimone chiamata a deporre dai difensori della cuoca, una giovanissima maestra che aveva lavorato per un certo periodo all’asilo, andandosene poi proprio a causa dei metodi utilizzati coi bambini dalla Scuderi: ha confermato di non aver mai notato comportamenti anomali da parte di Sandra Bompani.
Quindi è stata la volta di una teste dell’accusa, una commerciante che, dopo gli arresti, aveva denunciato, anche attraverso il nostro giornale, un episodio di maltrattamenti nei confronti di un bambino di circa due anni e mezzo a cui aveva assistito nel dicembre 2007, quando si era trovata a passare davanti all’asilo: «Era lì nel giardino, al freddo, sotto una leggera pioggia, con addosso solo una maglia di cotone con le maniche lunghe. Con quella donna che lo tirava per un braccio. Andai a dirlo alla pubblica istruzione, ma non mostrarono alcun interesse».
La prossima udienza è fissata per il 30 settembre, quando è prevista la deposizione dei consulenti tecnici che hanno effettuato la perizia sui bambini maltrattati in occasione del processo contro le due maestre.
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