Proteste
Nuovo ospedale, decine di posti a rischio
Trattative dei sindacati con le aziende che gestiranno i servizi non sanitari: oltre 30 esuberi su 98 dipendenti
PISTOIA. Pulizie, ristorazione, lavanderia, smaltimento rifiuti, sterilizzazione: servizi non di tipo sanitario che nel nuovo ospedale passano dalla gestione Asl a quella del concessionario Sat (che se ne occuperà tramite la Gesat). Il tempo di gestione è di 19 anni e Gesat ha già individuato aziende e cooperative che se ne occuperanno. I vecchi dipendenti verranno riassunti ma secondo i nuovi gestori ci sono degli esuberi. E non sono pochi. Si parla di un numero compreso tra 30 e 40 su un totale di 98 dipendenti.
Dalle organizzazioni sindacali nessuna conferma sul numero delle “eccedenze”. «Ci stiamo muovendo insieme alla Asl e alle istituzioni per trovare una soluzione condivisa. Non serve - commenta Luisella Brotini, segretaria provinciale Filcams Cgil - alzare i toni in questa fase».
Stessa prudenza da parte di Patrizia Pellegatti, segretaria provinciale della Cisl. Una forma di rispetto nei confronti di decine di lavoratori preoccupati per il proprio futuro occupazionale. «Nessun percorso è stato chiuso - afferma Pellegatti - Abbiamo chiesto alla Asl che svolga una funzione di coordinamento in questa fase delle trattative. È ovvio che l’ospedale all’inizio non funzionerà a pieno regime e non sarà necessario disporre di tutto il personale, ma in seguito sì».
Le dimensioni del nuovo ospedale sono di 18mila metri quadrati inferiori rispetto al complesso del Ceppo (anche se i posti letto, grazie ad una diversa razionalizzazione degli spazi, saranno 39 in più). I dipendenti “ereditati” da Dussmann sarebbero troppi, e nei recenti incontri con i sindacati sarebbe stato stimato un numero di esuberi superiori ad un terzo del totale. Sembra che sia stata anche paventata la possibilità di una riduzione dell’orario di lavoro per contenere le eccedenze (rigettata dai sindacati).
Come stabilito nel project financing che ha assegnato a Sat la realizzazione dei 4 nuovi ospedali toscani, il concessionario ha scelto le aziende a cui affidare i servizi non sanitari: Serenissima (ristorazione), Colser (sanificazione), Bioster (sterilizzazione), cooperativa L’Arca (smaltimento rifiuti), Servizi Italia (lavanderia). «Da due settimane - spiega Brotini - Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno incontri serrati con Gesat e con le imprese. Lunedì (domani, ndr), martedì e mercoledì ce ne saranno altri. Ad oggi - conferma - ci sono delle forti criticità nel confronto, ma la trattativa è in corso».
Sindacati regionali e provinciali, Asl e Regione hanno approvato la bozza di un protocollo d’intesa (la firma nei prossimi giorni) che stabilisce dei punti inderogabili per i quattro ospedali in via di inaugurazione (Pistoia, Prato, Lucca e Apuane). «Formalmente - spiega Pellegatti - non si è trattato di un cambio d’appalto, ma abbiamo concordato che sia gestito come tale, chiedendo il mantenimento dei livelli occupazionali e dei salari e l’apertura di un tavolo tecnico alla presenza degli enti locali».
La qualità del servizio che sarà erogato deve essere interesse primario della Asl, ecco perché è stata chiesto che l’Azienda faccia da coordinatore al tavolo delle trattative.
«Al Ceppo - ricorda Pellegatti - saranno trasferiti i distretti del centro e resteranno alcuni servizi. Ci sarà ancora bisogno di personale. Per gli eventuali esuberi nel nuovo ospedale potrebbero essere studiati insieme alla Provincia percorsi di formazione e riqualificazione in altre mansioni».
Un lavoro che può procedere per step ma che non deve, mettono le mani avanti i sindacati, lasciare a casa nessuno.
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