Il dolore
«Nessuna informazione sull’indagine»
Colangelo: «Più alti qui i decessi per tumore. L’Asl conduce uno studio epidemiologico ma i Comuni stanno zitti»
AGLIANA. Ad Agliana e Montale si muore di più di tumore che in provincia e in regione. Proprio per indagare sullo stato di salute della popolazione dei due Comuni e per capire se questi «eccessi significativi di mortalità» per patologie neoplastiche siano o meno correlati alla presenza dell’inceneritore di via Tobagi, a Stazione, l’Asl sta conducendo uno studio epidemiologico sul periodo 1987-2012. Verrà concluso alla fine di quest’anno.
I sindaci di Agliana e Montale, avrebbero dovuto informare la cittadinanza dell’indagine in corso, ma – denunciano Luigi Colangelo e Giacomo Sardi, della lista civica Decidi anche tu – non l’hanno mai fatto. L’azienda Usl3 di Pistoia, con delibera del 19 febbraio 2013, aveva preparato il prestampato per Eleanna Ciampolini e David Scatragli. L’indagine epidemiologica verrà conclusa tra cinque mesi: per il gruppo consiliare d’opposizione guidato da Colangelo, è stato sprecato del tempo prezioso ed è mancata la necessaria e corretta informazione verso i cittadini. “Attraverso il tavolo istituzionale – si legge nella delibera Asl firmata a febbraio– viene chiesto ai sindaci di informare la cittadinanza dell’indagine di sanità pubblica in corso e delle modalità di reclutamento dei casi”.
Il prestampato allegato al documento dell’azienda, parla chiaro: “l’informativa è divulgata dai veicoli comunicativi degli enti partecipanti al progetto, e sarà comunque sempre reperibile nello specifico link sull’home page di questo Comune». «Sul sito – denunciano Colangelo e Sardi – non c’è niente. Da febbraio ad oggi il link non è stato inserito».
L’informativa. “Sono invitati a partecipare allo studio, contattando i medici di famiglia ed i pediatri di libera scelta, le persone che dal 1987 al 2012 si sono ammalate di tali patologie oncologiche”, ovvero: linfomi di Hodgking e non Hodgking, leucemie, sindromi mielodisplastiche, mieloma multiplo, sarcomi. “Considerati i lavori scientifici relativi alle aree dove sono presenti inceneritori, uno degli obiettivi dello studio è di verificare se la popolazione residente a Agliana e Montale si ammala e muore di più per queste malattie”. E ancora: “Chiediamo di aderire all’indagine in corso a coloro che hanno avuto queste patologie”. Questo, in sintesi, il contenuto dell’informativa predisposta dall’Asl che i due sindaci avrebbero dovuto diffondere. «Di tutto ciò i cittadini non sanno niente, perché nessuno li ha informati» denunciano dalla lista Decidi anche tu.
I dati in possesso. Lo stato di salute della popolazione, in prima battuta è stato valutato per larga parte in base al registro di mortalità regionale e alla luce “di quanto riportato in letteratura relativamente agli effetti sulla salute umana correlati alla presenza di inceneritori”, che ha focalizzato l’attenzione su alcune malattie.
I risultati sono stati ribaditi durante l’ultimo consiglio comunale aglianese da Colangelo, che ha letto la delibera dell’azienda sanitaria davanti all’assemblea. Nel periodo 1987-2008 è stato riscontrato “un eccesso di mortalità statisticamente significativo rispetto alla regione Toscana dovuto a malattie endocrine nelle donne residenti a Agliana. Sul totale dei decessi la percentuale dovuta a patologie oncologiche è più elevata rispetto alla zona distretto e ai dati regionali”. Si parla di “eccessi di mortalità statisticamente significativi per singoli tumori” nei due Comuni. È proprio in base a questi elementi che l’Ordine dei medici di Pistoia, nel gennaio 2012, con una moratoria chiese la sospensione dell’ampliamento previsto per l’inceneritore di Montale, attualmente confermato nel Piano interprovinciale dei rifiuti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
