Il Tirreno

Pistoia

Musica in tutte le piazze per la terza notte Blues

Fabio Calamati
Musica in tutte le piazze per la terza notte Blues

Per i Van Der Graaf Generator e Steven Wilson alla fine più di duemila spettatori Centro storico gremito grazie ai concerti gratuiti e al mercatino nelle strade

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PISTOIA. «Ma chi è quel vecchietto seduto lì?» Quel vecchietto, giovane e sprovveduto cineoperatore, è un pezzo di storia del rock. Ha 65 anni, Peter Hammill, ma quando si siede davanti alle sue tastiere, si capisce subito che nelle dita ha ancora tanta di quella musica da riempire una serie infinita di notti come questa.

Certo, i Van Der Graaf Generator non hanno la poliedricità di Ben Harper né l’energia dei Black Crowes, padroni delle due prime serate del Festival Blues. La loro musica è fatta di eterei veli acustici più che di compatte muraglie di chitarre elettriche. Ma quarant’anni dopo la loro nascita, si fa ascoltare ancora che è un piacere.

E il popolo del blues ha risposto bene anche in questa serata dedicata al rock “progressivo”, quello più irrimediabilmente targato anni Settanta, Duemila persone in piazza quando i VDGG hanno iniziato a suonare, molti di più (ma i numeri reali verranno fuori soltanto oggi) quando sul palco ha preso posto l’idolo del momento, quello Steven Wilson momentaneamente orfano dei suoi Porcupine Tree ma comunque in grado di trascinare i fan.

Certo, in piazza e sulle tribune c’erano dei vuoti che mercoledì sera Ben Harper e il suo socio Musselwhite non erano stati costretti a vedere, ma la cosa era nel conto. Il “progressive” è un genere di nicchia, non può contare sui grandi numeri di un idolo del Blues’In come il chitarrista californiano.

Ma mentre Hammill e poi Wilson incantavano gli aficionados, ieri sera Pistoia si è rimessa il vestito da Blues Festival. Tantissima gente nelle strade e nelle piazze, fin dal pomeriggio. E soprattutto, è ritornato il mercatino, decine e decine di bancarelle che vendono di tutto e, soprattutto, sanno regalare all’austero centro storico quell’aspetto trasognato che è il vero marchio di fabbrica del festival.

Oltre a questo, la festa è esplosa nelle tante piazze che hanno ospitato gli eventi musicali di contorno (ma dire così è sminuire quello che si è potuto sentire, oltretutto gratuitamente).

Applausi ed entusiasmo, così, hanno suscitato i Meez Pheet, che hanno suonato da Frisco dopo essersi esibiti sul palco di piazza del Duomo per “scaldare” il pubblico e lo stesso, più tardi, hanno fatto gli One Past Midnight in piazza della Sapienza o, a tardissima ora, i Rezophonic in piazza Giovanni XXIII. E all’ora del tramonto, ci aveva pensato la Mabellini Jazz Orchestra a scuotere l’atmosfera paciosa del centro storico. In totale, centinaia di persone che si sono godute buona musica dal vivo camminando per le vie del centro.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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