Il Tirreno

Pistoia

Fabrizia Fagnoni guida Confcooperative

di Elisa Pacini
Fabrizia Fagnoni guida Confcooperative

La federazione conta 70 aziende e 3.200 soci. In primo piano la battaglia alle gare al massimo ribasso

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PISTOIA. Isuoi primi cento giorni da neopresidente di Confcooperative Pistoia sono stati intensi e l'hanno vista impegnata nell'alzare la voce contro gare d'appalto al massimo ribasso e ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, «letali per un mondo- quello cooperativo - finora baluardo di occupazione». Si è presentata così, con le sue battaglie ma anche con esempi virtuosi di imprese etiche del nostro territorio, Fabrizia Fagnoni dal 22 marzo a capo dell'unione provinciale di Confcooperative.

Marito vivaista e mamma di tre figli, Fabrizia Fagnoni si è dedicata alla cooperazione sociale fin dalla laurea in Scienze Politiche. Gestisce le risorse umane della cooperativa “Il Baobab”, che opera nell'ambito del disagio mentale. Un'attività che da tre mesi si accompagna alla presidenza di Confcooperative Pistoia, ufficio dove materialmente lavorano tre impiegati a contratto part time, che riunisce 70 cooperative, che conta 3200 soci e che danno lavoro a 1500 persone per un volume d'affari di 60 milioni di euro nel 2012. Numeri di tutto rispetto spalmati su vari settori con le cooperative sociali e di servizi alla persona a farla da padrona, ma dove sono presenti anche diverse realtà dell'edilizia, agroalimentari e di trasformazione (come il frantoio Pam di Quarrata e Flora Toscana) e le già citate banche di credito cooperativo.

Un panorama in crescita fino al 2012, quando il trend positivo si è fermato facendo segnare anche in questo settore i primi ricorsi agli ammortizzatori sociali. Le cause dei venti di crisi del sistema cooperativo sono da ricondurre solo in parte alla congiuntura economica generale. Come fa ben capire Fagnoni, ci sono buone pratiche che potrebbero aiutare queste realtà a cui le pubbliche amministrazioni sembrano sorde. È proprio nella conferenza dei sindaci dello scorso 13 giugno che Confcooperative Pistoia si è fatta sentire, insieme a LegaCoop e ai sindacati, evidenziando che i “nemici” delle cooperative sono due: gare al massimo ribasso e ritardo eccessivo nei pagamenti.

«Le gare al massimo ribasso- dice Fagnoni - sono purtroppo una pessima prassi di questo territorio e possono essere letali per le nostre realtà. Quando si accettano ribassi che superano l'80% non si rispetta la cooperazione e si apre la strada a imprese che, difficilmente, rispettano l'etica del lavoro. I pericoli di perdita del lavoro sono grandi soprattutto per le cooperative di tipo B, che assorbono donne e lavoratori in condizione di svantaggio. Quali altri sbocchi di lavoro avranno?».

Fagnoni sottolinea anche i frutti delle sinergie d'impresa che Confcooperative ha in atto con le altre associazioni di categoria. Nella provincia di Pistoia sono sfociate nella rete "Eti" (che riunisce professionisti in campo edile in collaborazione con Cna) e in "Soluzioni" insieme all'Associazione Industriali. Una rete di servizi alla persona e alle famiglie come babysitteraggio ed assistenza domiciliare per gli anziani per chi lavora. In più due cooperative pistoiesi tutte al femminile, Manusa ed Integra, che si occupano di creare capi d'abbigliamento e d'arredo con stoffe riciclate hanno conquistato consensi presso le più importanti firme del “Made in Italy”. Le loro collezioni sono state presentate al Polimoda di Firenze e sono state selezionate in un progetto lavorativo dalla Fondazione Altagamma di Santo Versace.

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