Il Tirreno

Pistoia

Aggressione di Santomato Salaj arrestato a Roma

di Tiziana Gori

Il 27enne di origine albanese scoperto dalla Squadra mobile nella capitale Nel corso di una lite con il rivale in amore aveva sparato due colpi di pistola

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PISTOIA. Il pomeriggio del 2 luglio la cella telefonica di Nomentana-San Basilio, segnalava la presenza di Entel Salaj a Roma. Ed è nell’appartamento di alcuni connazionali che l’aggressore del circolo di Santomato è stato rintracciato mercoledì sera e sottoposto al provvedimento di fermo su disposizione del pubblico ministero Giuseppe Grieco, che ha coordinato le indagini. Salaj dovrà rispondere di tentato omicidio, lesioni aggravate e porto abusivo di arma in luogo pubblico.

Alle nove e mezza di lunedì sera due fidanzati, entrambi ventenni - lui albanese, lei rumena - fermano l’auto al circolo, entrano nei giardinetti e si mettono a parlare seduti su uno dei giochi per bambini. Quasi subito vengono notati da Entel Salaj, che si trova lì insieme a due amici, anche loro albanesi. Salaj, residente a Montale, da tre settimane aveva lasciato gli arresti domiciliari, dove si trovava per spaccio di stupefacenti. Anche il ventenne era da poco uscito dal carcere. Nel periodo della detenzione, la fidanzata aveva avuto una breve relazione con Salaj.

La discussione tra i due uomini si trasforma in lite e ad un certo punto Salaj estrae una pistola semiautomatica dai pantaloni, colpendo ripetutamente sulla fronte e sulla testa il connazionale. Quindi scarrella la pistola, non ricordandosi che ha già un colpo in canna: il proiettile cade sul terreno. La ragazza lo trattiene per un braccio mentre punta l’arma alla testa del rivale in amore. Salaj allora esplode un colpo in aria e un altro ai piedi del ragazzo. Consapevoli che presto sarebbero arrivate le forze dell’ordine, entrambi i gruppetti disperdono.

Sono gli uomini delle Volanti della questura, coordinati dall’ispettore capo Giuseppe Antonicelli, a recuperare il proiettile e i due bossoli trovati accanto ad alcune chiazze di sangue, e a raccogliere le testimonianze. «Sapevamo - racconta il vice questore Antonio Fusco, dirigente della Squadra Mobile - che la vittima si era allontanata su una Lancia Lybra color argento, senza targa. Attingendo alle nostre fonti siamo risaliti ad un albanese che poteva averla in uso. L’abbiamo rintracciato, perdeva ancora sangue ed è stato accompagnato al Pronto soccorso. Dalle testimoniante siamo poi risaliti ad Entel Salaj».

Che, come ricostruiscono le intercettazioni telefoniche, non trascorre la notte a Montale (la polizia perquisirà senza successo anche il mattino dopo la sua abitazione) ma trova ospitalità da alcuni parenti a Prato. Il 2 luglio, però, ha già lasciato la Toscana.

L’uso - abbastanza ingenuo - del cellulare lo tradisce. Viene individuato da una cella telefonica a Nomentana-San Basilio. «Un quartiere - evidenzia Fusco - grande quasi quanto Pistoia. Tre agenti della Mobile sono andati a Roma e assieme ai colleghi della capitale hanno scoperto dove si nascondeva Salaj».

Fanno irruzione alle dieci di mercoledì sera. Entel Salaj è lì, insieme a tre connazionali (due dei quali irregolari). È sottoposto al provvedimento di Fermo e portato al carcere di Regina Coeli in attesa della convalida. Sarà poi trasferito al carcere di Santa Caterina a disposizione del pm Grieco.

«Gli spari ad altezza d’uomo, in un luogo affollato di persone - commenta il questore Maurizio Manzo - avevano destato forte allarme, ed è per questo che rintracciare Salaj era una priorità per la questura».

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