La manifestazione
«Quelle ceneri non sono un rischio»
Rassicuranti i precedenti controlli sui vecchi scarti dell’inceneritore. Vertice in Provincia per l’interpellanza di Angelilli
MONTALE. Le ceneri sepolte sotto il piazzale dell’inceneritore una trentina d’anni fa, dopo essere state stoccate nelle discariche autorizzate intorno all’area, non rappresenterebbero un rischio per la salute dei cittadini. Le analisi effettuate in passato da Arpat e dal gestore dei camini su due pozzi all’interno del perimetro dell’impianto, non mostrano infatti anomalie. I parametri risultano nella norma: nessun pericolo per ambiente e persone, quindi.
Dal palazzo di piazza San Leone tuttavia, starebbero per adottare alcune iniziative, forse un rafforzamento dei controlli. Il carotaggio con indagine geologica chiesta dal Comitato contro l'inceneritore, indispensabile per verificare la grandezza della discarica di ceneri, non rientrerebbe però tra gli interventi istituzionali in arrivo. Il condizionale su quanto emerso durante il vertice in Provincia di ieri mattina, convocato in merito al caso degli scarti da rifiuto sepolti sotto l’area dell’impianto di via Tobagi, è d’obbligo. Le bocche di sindaci e assessori infatti sono cucite e nessun amministratore ha voluto concedere informazioni né rispondere alle domande dopo l’incontro. L’accordo stretto tra i governi locali è di rendere note soltanto questa mattina le conclusioni raggiunte ieri, attraverso un comunicato stampa. «Dobbiamo ancora condividere il contenuto del comunicato – ha spiegato Rino Fragai, assessore provinciale all'ambiente– Per dovere di correttezza nei confronti delle altre persone che erano presenti stamani (ieri, ndr) risponderò alle domande solo dopo la diffusione della nostra nota».
Stessa linea per il sindaco di Agliana, Eleanna Ciampolini. «Al momento abbiamo deciso di non dire niente» ha spiegato il primo cittadino. La Provincia e i Comuni si sono dati 24 ore di tempo per riflettere sulla questione e tirare le somme. Nella comunicazione di questa mattina sarà probabilmente contenuta la risposta ai quesiti sulla discarica di ceneri sollevati dalla vicepresidente parlamentare Roberta Angelilli di fronte al Parlamento europeo, lo scorso aprile. «Nel 2008, durante i lavori di ampliamento dell’inceneritore – si legge in un passaggio del testo firmato dall’onorevole Pdl – sono stati trovati depositi di ceneri non smaltite: semplicemente sepolte e lì stoccate. Derivano dalle lavorazioni precedenti».
Nei giorni scorsi la Angelilli ha annunciato l’avvio di una verifica da parte della commissione europea. Anche la Provincia aveva aperto una sorta di indagine sulle ceneri dopo la denuncia presentata alle istituzioni dal Comitato per la chiusura dell’inceneritore, il 10 aprile scorso, che è stata l’oggetto della convocazione del primo vertice provinciale, quello di inizio maggio, a cui è seguito l’incontro di ieri, quando si sono ritrovati nuovamente seduti intorno al tavolo: l’assessore Fragai, i dirigenti provinciali Ariberto Merendi e Delfo Valori, i sindaci di Agliana e di Montale, Ciampolini e Scatragli, e il vicesindaco di Quarrata, Gabriele Romiti, oltre ai responsabili Asl e Arpat.
Qualcuno, durante l'incontro, avrebbe dubitato della veridicità delle foto che mostrano un operaio intento a cospargere di polvere bianca le nere ceneri ritornate alla luce con i lavori di ampliamento dell'impianto del 2008, diffuse dai Comitati negli scorsi mesi come prova della presenza degli scarti. Per le conclusioni ufficiali, c’è da aspettare il comunicato congiunto.
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