Il Tirreno

Pistoia

«Meno burocrazia, per favore» Ma Publiambiente ignora le richieste

«Meno burocrazia, per favore» Ma Publiambiente ignora le richieste

Presentato il rapporto 2012 del difensore civico Oltre cento le richieste di aiuto di cittadini

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PISTOIA. «Il silenzio non è una soluzione». Manuele Bellonzi, difensore civico della Provincia, questa frase potrebbe scegliersela come motto: in fondo parlare con persone lasciate sole dalla burocrazia è quello che fanno tutto l’anno lui e il suo staff. Gente alle prese con bollette più o meno pazze. Utenti beffati dalle società di servizio, cittadini che si sentono di serie B di fronte alle richieste dell’ente locale di turno: sono oltre quattrocento all’anno i casi che passano sulla scrivania del difensore civico. Nei giorni scorsi è stato presentato al consiglio provinciale il rapporto 2012.

Non sempre Bellonzi riesce a trovare una soluzione. Ma quando succede, emerge spesso che il problema è di mancanza di comunicazione, di regole inadeguate, di burocrazia che non si preoccupa di farsi carico dei problemi degli utenti.

Un esempio? Il più clamoroso è senz’altro quello di una signora pistoiese ultraottantenne che si era vista riconoscere da Publiambiente, l’azienda dei rifiuti, il diritto ad un rimborso sulla tassa pagata. Speranzosa, la signora, che dal punto di vista economico non se la passa proprio bene, è andata allo sportello Publiambiente di Pistoia ma si è sentita rispondere che bisognava che si recasse allo sportello di Empoli (sede centrale di Publiambiente) oppure che facesse un fax.

«Chiaramente la signora era in difficoltà – ha spiegato Bellonzi – e la domanda gliela abbiamo presentata noi. I soldi sarebbero dovuti arrivare a novembre e invece sono stati liquidati a gennaio, dopo 6-7 solleciti. Ma perché la domanda si può fare a Empoli e a Pistoia no? Perchénon si può fare tutto via telefono? O con un modulo da allegare alla comunicazione del rimborso? Abbiamo sottoposto queste idee a Publiambiente, ma nonostante tre solleciti, non abbiamo ancora avuto nessuna risposta».

La vicenda ha mandato su tutte le furie l’assessore provinciale Paolo Magnanensi. Che ha proposto un ordine del giorno da far approvare al consiglio provinciale che costringa Publiambiente a dare una risposta. «È inammissibile che queste aziende, che sono pubbliche – ha esclamato Magnanensi – impediscano la semplificazione. È ora di farla finita che stiano rinchiuse nelle loro torri di avorio». Publiambiente non è sola: delle circa 100 pratiche formalmente istruite nel 2012 dal difensore civico, 17 riguardano aziende di servizi: tra queste, 5 di Publiacqua, 3 di Acque spa e 2 di Publiambiente.

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