Il Tirreno

Pistoia

Rinasce l’ostello-locanda nel borgo di Selvaggia

Rinasce l’ostello-locanda nel borgo di Selvaggia

A Castello di Sambuca 20 posti-letto, ristorante ed emporio con prodotti tipici Il tutto rigorosamente all’insegna del medioevo. Domani l’inaugurazione

2 MINUTI DI LETTURA





SAMBUCA. Dopo tre anni di chiusura, rinasce in una veste completamente rinnovata l’ostello di Castello di Sambuca. A rilanciarlo col suggestivo nome di “Castello di Selvaggia”- il richiamo è alla figura storica dell’eroina medioevale cantata da Cino da Pistoia - sarà la società Ester Sas, dal nome di Ester Ducceschi, giovane psicologa di Prunetta che ha deciso di intraprendere questa difficile sfida investendo nel turismo alternativo. La società ha avuto in gestione la struttura per dieci anni dal Comune guidato dal sindaco Marcello Melani. Il locale verrà inaugurato domani, con una serie di iniziative a partire dalle 16 in cui, oltre al buffet, sono previsti spettacoli medioevali con giocolieri e mangiafuoco. Il medioevo sarà la caratteristica della nuova struttura, in quanto, come ci spiega Ester Ducceschi «tutto il personale sarà rigorosamente vestito con abiti che richiamano il medioevo, così come gli interni dell’ostello e della locanda». Infatti, oltre all’ostello da 16 posti, ci sarà una casa-vacanze con 4 posti letto, la locanda ristorante e una saletta per ritrovi e convegni. La locanda funzionerà anche come emporio e rosticceria al servizio del paese, che in inverno è praticamente disabitato (ufficialmente Castello ha un solo abitante), ma nella stagione buona si riempie di turisti, molti dei quali ex abitanti che qui hanno le loro seconde case. «Sia nel negozio che nel ristorante faremo affidamento esclusivamente su prodotti locali, a chilometri zero, con pasta e pane fatti in casa tutti i giorni». A Castello da molti anni non esistono né negozi né strutture ricettive ma, ci spiega Ester Ducceschi, il paese è metà di molti visitatori essendo una tappa della via Francigena: scolaresche e gruppi di trekking che vengono in prevalenza dall’Emilia e gruppi di comitive che arrivano dal Nord-Europei. «Agli stranieri piace molto questo tipo di vacanza alternativa, vengono anche in pieno inverno e l’unica soluzione che trovano per dormire è al convento di suore». L’obiettivo è di fare del Castello di Selvaggia, di cui ricorrono proprio quest’anno i 700 anni della morte, un luogo per eventi gastronomici con presenze importanti, concerti jazz e di musica medioevale, spettacoli, corsi di formazione di cucina ed escursioni con guide. La società Ester fa parte del Consorzio marketing territoriale presieduto da Marco Pettini. Presto ci sarà anche il sito www.ilcastellodiselvaggia.it Internet ha un ruolo importante nella promozione del nuovo ostello-locanda, con agganci a siti e blog turistici italiani e stranieri.

Francesco Albonetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini