La piscina è bloccata dalle beghe legali
Sul cantiere di Vignole che doveva chiudersi un anno fa circolano solo tecnici e periti
QUARRATA. Qualcosa si muove nel cantiere della piscina di Vignole, ma si tratta soltanto del via vai di tecnici che in questi giorni starebbero effettuando alcuni sopralluoghi per valutare la stima dei lavori in vista del ripristino dell’area.
L’impianto natatorio che avrebbe dovuto esser ultimato un anno fa infatti, è ancora in balìa del contenzioso tra Comune di Quarrata e Uisp di Firenze. Per ora è tutto fermo: questa l’unica notizia che arriva dall’amministrazione quarratina.
A distanza di sei mesi dalla risoluzione del contratto per la realizzazione dell’opera, stipulato tra Comune e Unione sportiva, non è ancora chiaro chi debba pagare per il blocco del cantiere e se i quarratini riusciranno, prima o poi, a fare questo sudato tuffo. Soltanto per la progettazione della piscina fantasma - un’opera, sulla carta, da quasi 5 milioni di euro, cofinanziata per il 36% dalla Regione Toscana e per il resto dai privati, tra cui Uisp e Credito cooperativo di Vignole e della Montagna pistoiese - sono già stati spesi 200mila euro di soldi pubblici.
Davanti alle presunte inadempienze riscontrate nella costruzione dell’impianto (come le opere di fondazione fatte male e la discontinuità del cantiere), nel novembre scorso l’ente comunale si è avvalso della clausola risolutiva prevista dal contratto.
Anche la Uisp, dal canto suo, che ha impegnato 300mila euro (200mila secondo l’amministrazione di Quarrata) per le fondamenta, e che fino a qualche mese fa, prima che la convenzione venisse sciolta, era capofila del progetto e futuro gestore dell’impianto, si è rivolta al proprio legale. Da allora, tutto è fermo all’interno dell’area di Vignole.
L’unico movimento, è quello segnalato in questi giorni da alcuni cittadini della zona, che hanno notato un via vai di macchine entrare e uscire dal cantiere.
Gli avvocati del Comune, informano dal Comitato di Firenze, hanno chiesto alla Uisp di fare una stima dei lavori da eseguire per il ripristino della zona. Insomma, siamo ancora in fase di valutazioni e di incarichi tecnici.
Anche l’eventuale interessamento di un nuovo investitore, è bloccato dalla controversia legale in atto e nessuno, per adesso, si sbilancia sul futuro dell’opera. «Prima – spiega il vicesindaco Gabriele Romiti – bisogna risolvere il contenzioso».
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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