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Il Comune: la casa è agibile i clochard possono restare

Il Comune: la casa è agibile i clochard possono restare

Ma la proprietaria dell’immobile di via Marlianese avvia le procedure per lo sfratto «Hanno ridotto la fattoria a una fogna e non pagano l’affito da novembre»

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SERRAVALLE. I clochard possono continuare a vivere nel casolare di via Marlianese. Lo ha chiarito ieri mattina il sindaco Patrizio Mungai, durante l’incontro avuto con Silvana Bulgari, la proprietaria dell’immobile in cui, da un anno, ha messo radici l’associazione “Clochard alla riscossa” con il suo progetto di riscatto sociale per senzatetto.

Adesso però, sulla testa dei barboni pende il rischio di uno sfratto. «In questi giorni – annuncia la Bulgari – avvierò le procedure con il mio avvocato». La decisione è arrivata proprio dopo l’incontro di ieri con Mungai. La donna era andata in Comune per chiedere l’inagibilità della casa: un modo, secondo lei, per liberarsi dei senzatetto e del “sindaco dei barboni”, Wainer Molteni, che la Bulgari ha denunciato per stalking e che, lunedì mattina, è stato allontanato dal Comune di Serravalle e dalla sua fattoria alla riscossa con un divieto di dimora disposto dal giudice.

L’amministrazione comunale, non ha potuto accogliere la disperata richiesta della proprietaria dell’immobile, che vive lì, tra le stesse quattro mura occupate anche dai Clochard. «Quella casa – spiega Mungai – è abitabile», basta soltanto effettuare i lavori necessari sulle pompe per riportare l’acqua all’interno della struttura. Così la Bulgari, ha deciso di tentare la strada dello sfratto: «Non pagano l’affitto da novembre» spiega infatti la donna. Secondo Molteni però, il mancato pagamento dei 3mila euro mensili stabiliti da contratto è dovuto ai lavori effettuati dall’associazione all’interno del casolare. Quarantamila euro di interventi, sostiene il “sindaco dei barboni”, che sono da riscattare proprio sul canone d’affitto.

La guerra tra i Clochard alla riscossa e i proprietari dell’immobile di via Marlianese, Silvana Bulgari e Angelo Garda, 63 e 73 anni, non accenna a placarsi. Anzi, di giorno in giorno sembra inasprirsi ancora. La rottura dell’idillio tra la famiglia Garda e l’associazione milanese (di cui la stessa Bulgari, oggi dimissionaria, era diventata vicepresidente) risale alla fine del 2012, dopo soli 6 mesi di convivenza. «In quella casa – accusa Molteni – non c’era un impianto che fosse a norma e loro si sono rifiutati di adeguare i locali». «Questa gente – spiega invece la Bulgari – ci ha ridotto la casa a una fogna. Gli abbiamo dato tutto e questa è la riconoscenza? Non si lamentino poi se dormono per strada …».

I Clochard alla riscossa sono sbarcati tra il verde serravallino un anno fa, per realizzare un progetto di recupero sociale destinato ai senzatetto, elaborato anche dalla Bulgari. L’idea era di dare una casa ai barboni, farli lavorare e renderli autonomi, per poi reinserirli nella società dopo 12 mesi di permanenza nella fattoria.

Beatrice Faragli

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