Sicurezza
Ex Maeba, un recupero costoso e invasivo
MARCELLO. L’annuncio che i lavori all’ex Maeba sono ormai in dirittura d’arrivo, non entusiasmano né convincono tutti a San Marcello. C’è chi parla di una soluzione progettuale poco felice e ancora...
MARCELLO. L’annuncio che i lavori all’ex Maeba sono ormai in dirittura d’arrivo, non entusiasmano né convincono tutti a San Marcello. C’è chi parla di una soluzione progettuale poco felice e ancora avvolta da troppi misteri. Claudio Arcangeli, ex consigliere comunale di opposizione a San Marcello, interviene a proposito dei lavori nell’area ex Maeba. «Ho appreso che presto verrà appaltata l’ultima fase dei lavori, da concludere tra diciotto mesi al massimo – scrive Arcangeli – senza nulla togliere alla soddisfazione dell’amministrazione, voglio ricordare che questa fase, la più importante, arriva a 12 anni di distanza dal riscatto dell’immobile. Dopo la comunicazione dell’appalto, molti cittadini si chiedono a quanto ammonteranno i costi dell’opera finita visto che si sono già spesi 36.500 euro per la regolarizzazione della strada d’accesso e la bonifica della pavimentazione in amianto (opere non computate nel preventivo)».
«È difficile capire – prosegue Arcangeli – come, con poco più di 287mila euro, si possa avere l’opera finita quando il preventivo prevedeva una spesa di 494mila euro. Forse l’opera costerà di meno? Sarebbe davvero una buona notizia». «Confesso di avere sperato che la crisi portasse ad un ripensamento o ad una soluzione alternativa per l’ex Maeba – continua – in ogni caso, l’annuncio dell’assessore Paccagnini ha rinnovato le iniziali domande. Vale la pena cementificare 300 metri quadrati di terreno, che poteva essere utilizzato per ampliare e riqualificare i giardini, per realizzare una sala nemmeno 10 metri quadrati più grande di quella della Baccarini, 24 metri quadrati tra mediateca e punto informativo ed un bar con cucina e servizi che, tra l’altro, già esistevano?» E ancora: «era proprio indispensabile l’investimento di tanti soldi per realizzare una struttura ex novo quando ve ne sono altre che languono nel più avvilente abbandono e che, se recuperate, avrebbero forse dato migliori risultati? Ma oramai le carte sono giocate». (e.v.)
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