Sicurezza
«I clochard non lasceranno Serravalle»
Molteni, denunciato per stalking dalla proprietaria del casolare, annuncia il ricorso contro il divieto di dimora nel comune
SERRAVALLE PISTOIESE. «Da Serravalle i clochard non se ne andranno mai spontaneamente. In una fattoria si resiste fino alla fine». Di battere in ritirata, il “sindaco dei senzatetto”, Wainer Molteni, non ne ha la più pallida intenzione.
Nonostante non possa avvicinarsi al casolare di via Marlianese, dove da un anno la sua associazione, “Clochard alla riscossa”, ha avviato l’attività di recupero sociale per senzatetto, Molteni non molla. Lunedì mattina, un’ordinanza del giudice lo ha allontanato dal Comune serravallino, vietandogli di rimetterci piede. La misura, è arrivata dopo la denuncia per stalking contro Molteni presentata alle forze dell’ordine da Silvana Bulgari, la proprietaria del casolare in cui, nel giugno scorso, è stata inaugurata la fattoria dei clochard.
Ieri dalle pagine del Tirreno, la donna aveva raccontato di una convivenza insostenibile tra lei e il gruppo di Molteni, tanto da dover ricorrere alle vie legali. «Sono stata ripetutamente offesa. Ci hanno buttato persino dell’urina intorno al camper che abbiamo sistemato in giardino per vivere» aveva spiegato la Bulgari. Secondo la proprietaria dell’immobile, i “Clochard alla riscossa” le avrebbero portato via la casa e il mercatino dell’usato (che fino a un anno fa gestiva il marito Angelo Garda) lasciandoli alla canna del gas.
Ma Molteni nega tutto. «Siamo pur sempre dei barboni, è troppo facile darci addosso. E poi – dice - siamo barboni scomodi, perché abbiamo un cervello e lo sappiamo usare». Il presidente dei “Clochard alla riscossa”, ha conosciuto la Bulgari nel marzo 2012: da una parte c’era un’associazione milanese in cerca di una struttura, dall’altra una famiglia con molte stanze a disposizione tra il verde di Serravalle, intenzionata a destinare i locali a un progetto sociale.
Il sodalizio iniziale, è finito in una guerra a colpi di insulti e denunce. «Siamo stati sottovalutati – spiega Wainer – Loro – dice riferendosi alla famiglia Garda – pensavano di fregarci economicamente. Volevano cavalcare il nome dei Clochard. Con la nostra buona fede, abbiamo investito 40mila euro per adeguare la struttura. Altri 17mila li abbiamo spesi per rilevare il mercato dell’usato dal Garda». I soldi vengono dai finanziatori che hanno deciso di dare fiducia all’associazione – tra i soci benefattori ci sono Zucchi, quelli della biancheria per la casa, e Coldiretti Toscana – e «soprattutto – spiega il “sindaco dei barboni”– dal nostro lavoro».
«Ad agosto – continua – sono cominciati i problemi. Ci siamo visti attaccare dai carabinieri, dall’Asl e dal Comune. Poi abbiamo capito il perché: in quella casa non c’era un impianto che fosse a norma». La pizzeria dei senzatetto, è stata chiusa a pochi mesi dall’inaugurazione proprio per le irregolarità riscontrate nel sistema idrico. «A gennaio i rapporti sono degenerati. Sono stato aggredito fisicamente dai proprietari della casa, e li ho denunciati».
«Pagavamo 3mila euro al mese di affitto – sottolinea il presidente dell’associazione – Nessuno ci ha regalato niente. Quando siamo andati da un legale per riscattare i lavori fatti dal canone mensile, la situazione è precipitata. Sono loro – dice su Bulgari e Garda – che abitano nel casolare abusivamente, non noi che siamo lì con un regolare contratto di affitto».
«Sul divieto di entrare a Serravalle – annuncia Molteni, di ritorno da un incontro col suo avvocato – farò ricorso». Intanto questa mattina Silvana Bulgari incontrerà il sindaco Patrizio Mungai per chiedere l’inagibilità dell’immobile di via Marlianese. Pare che i “Clochard alla riscossa”, tuttavia, nel caso in cui il casolare non risulti abitabile, abbiano già pronta una struttura alternativa per il loro progetto, nelle vicinanze di Serravalle.
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